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Una manovra da 27 miliardi

del 16/10/2013
di: di Francesco Cerisano
Una manovra da 27 miliardi
Una legge di stabilità da 27 miliardi nel triennio 2014-2016 che nelle intenzioni del governo «farà fare allo stato un passo indietro sul fronte della spesa corrente e uno in avanti sul versante degli investimenti».

La manovra varata ieri dal consiglio dei ministri ridurrà la pressione fiscale dal 44,3 al 43,3% grazie al taglio del cuneo fiscale a beneficio dei lavoratori e delle imprese che varrà 5 miliardi di euro nel triennio. L'obiettivo, oltre ad alleggerire il carico tributario, è incentivare le assunzioni e soprattutto la trasformazione dei contratti precari in rapporti a tempo determinato.

A coprire gli 11 miliardi e mezzo di uscite concorreranno per 3,5 miliardi i tagli alla spesa pubblica, così ripartiti: 2,5 di tagli alla spesa statale e un miliardo in meno alle regioni che però non subiranno tagli alla spesa sanitaria non solo quest'anno, ma in tutto il prossimo triennio. Le ulteriori risorse per pareggiare i conti arriveranno dalle dismissioni immobiliari (3,2 miliardi) e da interventi fiscali (1,9 miliardi) tra cui la limatura delle tax expenditures e l'innalzamento dell'aliquota di bollo sulle attività finanziarie dallo 0,15% allo 0,165%. Dal pacchetto fiscale restano fuori per il momento sia l'aumento dal 20 al 22% dell'aliquota sulle rendite finanziarie sia la rimodulazione delle aliquote Iva su cui, hanno annunciato congiuntamente il premier Enrico Letta e il ministro dell'economia Fabrizio Saccomanni, tutto è rimandato alla discussione che si aprirà in parlamento.

All'appello, per arrivare alla copertura di 11,5 miliardi, ne mancano tre che, ha ricordato Letta, «rappresentano il primo beneficio delle politiche che in Europa questo governo ha fatto. Abbiamo mantenuto gli impegni, siamo usciti dalla procedura di deficit eccessivo, e oggi abbiamo un duplice premio».

Nella legge di stabilità potrebbe arrivare il provvedimento che consentirebbe di attivare la procedura di autodenuncia, beneficiando a talune condizioni dell'esimente penale, per come ideata dalla commissione di Francesco Greco. Se così fosse si aprirebbe uno scenario che sulla scia di quanto già operante negli Stati Uniti, consentirebbe di fare i conti con il fisco, regolarizzando le attività non dichiarate e detenute all'estero, con il premio della non applicazione delle sanzioni penal-tributarie. Allo stato non vi sono certezze, ma se l'erario puntasse in maniera convinta al recupero di ingenti somme nel periodo di crisi che caratterizza il nostro paese, allora ciò necessiterebbe di incentivare l'adesione alla procedura mediante l'autodenuncia. Lo studio della commissione Greco reso noto nell'aprile 2013 ha trattato ampiamente l'argomento, sostenendo che lo «scudo penale» rappresenta la strada maestra per porre la parola fine alla pratica dell'evasione fiscale internazionale che nel recente passato ha caratterizzato in gran parte il nostro paese.

La manovra di bilancio punta forte sugli investimenti che dovranno ripartire, non solo nei grandi progetti infrastrutturali da Nord a Sud, ma anche nei piccoli interventi immediatamente cantierabili dei comuni che a questo scopo potranno contare su un tesoretto di 1 miliardo di euro per pagamenti in conto capitale da escludere dal Patto 2014. Ai sindaci il governo Letta assegna anche 1 miliardo di euro quale contributo dello stato centrale alla nascita del Trise, la nuova service tax che dal 2014 raggrupperà la tassa rifiuti e quella sui servizi indivisibili. Una cifra che però potrebbe non bastare a mettere i sindaci nelle condizioni di rendere il nuovo tributo più leggero rispetto a quanto i contribuenti oggi pagavano a titolo di Imu e Tares (il presidente dell'Anci, Piero Fassino, ha chiesto esplicite garanzie in tal senso).

Oltre agli investimenti, la legge di stabilità ridà ossigeno ad alcune voci di spesa sociale che il governo, come ha ricordato lo stesso Letta, ha trovato «completamente prosciugate». Vengono così rifinanziati il fondo per le politiche sociali e quello per le non autosufficienze, così come il 5 per mille e la social card. Mentre è stato bloccato l'aumento dell'Iva dal 4 al 10% per le cooperative sociali.

Per le imprese la buona notizia è il rifinanziamento del fondo per le pmi per un importo pari a 1,6 miliardi nel triennio, a cui si aggiunge 1 miliardo di euro di sconti fiscali per ristrutturazioni ed eco-bonus, prolungato al 2014. Un po' di ossigeno anche per alcuni settori colpiti negli ultimi anni, tra cui la cultura e lo spettacolo. In particolare, al fondo unico per lo spettacolo dovrebbero essere destinati 25 milioni, mentre 4 milioni dovrebbero andare a istituzioni quali l'Accademia della crusca e l'Accademia dei Lincei.

«È un provvedimento che riporta l'Italia fuori dal lungo periodo di recessione collocandola su livelli di crescita sostenibili», ha commentato Saccomanni. «Prevedevamo un percorso di crescita graduale, e la manovra va in quella direzione».

Gli fa eco il vice premier, Angelino Alfano: «La legge di stabilità che il governo si appresta a varare rispecchia la filosofia in cui crediamo: meno tasse, meno spesa pubblica, più investimenti, più incentivi per investimenti privati, più privatizzazioni per ridurre il debito».

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