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Terreni, le agevolazioni restano

del 15/10/2013
di: Pagina a cura di Luigi Chiarello
Terreni, le agevolazioni restano
Le agevolazioni tributarie alla piccola proprietà contadina - soppresse dal 1° gennaio 2014 (per via dell'art. 10 del dlgs 23/2011, modificato dall'art. 26 del dl 104/2013) - non spariranno. Saranno ripristinate le imposte di registro e ipotecaria in misura fissa anziché in percentuale sul prezzo di acquisto dei terreni (da ultimo 168 euro ciascuna) e con imposta catastale nella misura dell'1%. L'imposta di registro salirà, invece, al 12% quando il trasferimento di terreni e pertinenze non sia a favore di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Arriveranno, inoltre, incentivi di favore per gli aspiranti imprenditori agricoli che intendono acquistare terreni e beni pubblici di proprietà dello stato, delle regioni e degli enti locali: operazioni che potranno essere oggetto di riordino fondiario finanziato dalla Cassa per la formazione contadina. Mentre, sono in cantiere aiuti ad hoc per gli under 40 che vogliono accedere con le proprie imprese agricole al mercato dei capitali o che intendono subentrare in contratti di locazione o concessione di beni del demanio. Per questi ultimi, in particolare, la locazione del bene pubblico avverrà con una sorta di equo canone: sarà decisa cioè per via prioritaria, al canone di affitto base previsto dall'avviso pubblico. O dal bando di gara. Infine, ma non per ordine di importanza, sarà rifinanziata la legge 499/1999 per la promozione agricola, agroalimentare, agroindustriale e forestale; normativa che era stata definanziata totalmente dal governo Monti.

Nella congerie di norme (si veda tabella a lato) sottoposte al ministro dell'economia da inserire nella legge di Stabilità oggi al vaglio dell'esecutivo, sono queste le disposizioni più significative per il comparto agroalimentare. Altre, seppur rilevanti, potrebbero invece saltare sul filo di lana, perché non a costo zero. Conoscerle è comunque utile per capire in quale direzione intenderà muoversi il governo nei prossimi mesi. Comunque, quel che è certo e riguarda un panorama più ampio di imprese, è che per il periodo 2014/2020, il Fondo per lo sviluppo e la coesione avrà a disposizione una dote complessiva di 43,8 miliardi di euro da immettere nel tessuto produttivo italiano; l'80% di questo tesoretto andrà al Mezzogiorno, il 20% al Centronord. Mentre al Fondo di garanzia per le pmi dovrebbero andare: 280 mln di euro per il 2014, 1.200 milioni per il 2015 e altri 1.390 milioni per il 2016. Poste di bilancio permettendo.

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