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Scommesse, paga l'imposta anche il bookmaker estero

del 15/10/2013
di: Nicola Tani
Scommesse, paga l'imposta anche il bookmaker estero
L'imposta unica sulle scommesse va versata anche dai gestori di agenzie collegate a bookmaker esteri senza concessione italiana. Dopo il caso di Como (si veda ItaliaOggi del 6/6/2013), sono state depositate sulla stessa linea altre tre decisioni di Commissioni tributarie provinciali, a Cagliari (sent. 201/13), Bergamo (n.166/13) e Brescia (n.75/13). In tutti i casi, l'Agenzia delle dogane e dei Monopoli aveva inviato ai titolari dei punti vendita un accertamento fiscale, con relative sanzioni, per il mancato versamento dell'imposta su concorsi e scommesse. La disposizione, sottolineano i giudici tributari di Cagliari respingendo il ricorso di un affiliato a un bookmaker estero, chiarisce che: «la raccolta di gioco rientra nel presupposto impositivo ed è assimilabile alla gestione per conto terzi». La legge n. 220/2010, inoltre, conferma «l'esistenza di un'unica filiera, nella quale sono compresi operatori legali, illegali e irregolari in permanente concorrenza tra loro, che ha bisogno di disciplina, anche se solo per fini tributari, onde evitare la creazione di sacche di immunità fiscale». Né vale il tentativo dei gestori, come nel caso della Ctp di Brescia di far riferimento a possibili contrasti tra norma italiana e diritto comunitario, dal momento che «il contratto di scommessa tra il giocatore e la società austriaca non può che perfezionarsi in Italia». Semaforo rosso anche a Bergamo, laddove la Ctp ha ribadito che su ogni operazione di scommessa è dovuta l'imposta unica.

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