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Immobili, l'usato batte il nuovo

del 12/10/2013
di: di Beatrice Migliorini
Immobili, l'usato batte il nuovo
Gli italiani preferiscono gli immobili abitabili o quelli da ristrutturare. Tra il 2011 e il 2013, nelle più grandi città del paese (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova), il 33,2% degli acquisti immobiliari ha vuoto ad oggetto un immobile abitabile, il 28,5% uno da ristrutturare, il 24,9% uno già ristrutturato e, solo il 13,4%, un immobile nuovo. Tra le motivazioni che continuano a sostenere sia la domanda, sia l'offerta del settore, primeggia la necessità di acquisire l'abitazione principale nel 41,5% dei casi. A detenere il secondo posto dal lato dell'offerta, invece, con il 38% dei casi, il bisogno di liquidità. Questi i dati resi noti ieri da Tecnoborsa, a conclusione dello studio condotto dal Centro studi sull'economia immobiliare avente ad oggetto l'analisi delle transazioni immobiliare effettuate e previste negli ultimi due anni. I dati emersi mostrano come, nel biennio appena trascorso, abbia assunto sempre più importanza tra i criteri che condizionano l'acquisto, lo stato dell'immobile. «Nell'ultimo biennio è emersa una notevole preferenza verso gli immobili abitabili (33,2%) o da ristrutturare (28,5%)», ha spiegato Valter Giammaria, presidente di Tecnoborsa, «preferenza dovuta al fatto che gli alloggi non in buone condizioni costano meno al momento dell'acquisto e possono, poi, essere ristrutturati in un secondo tempo, anche ricorrendo agli incentivi fiscali». Passando dall'oggetto alla motivazione, lo studia mostra, poi, come tra le ragioni che spingono verso la vendita di un immobile continui a esserci la volontà di acquisire un'altra abitazione principale nel 41,5% dei casi, di poco superiore, però, a chi ha venduto un immobile per bisogno di liquidità (38% dei casi). A completare il quadro del settore, anche i dati resi noti da Fiups (Federimmobiliare università di Parma e sorgente group). In base ai risultati di Fiups è emerso che il 67% degli italiani ritiene che l'unica misura atta a dare ossigeno al settore immobiliare sia l'iniezione di liquidità nel sistema bancario o, in alternativa, l'alleggerimento della pressione fiscale sul settore. Per un italiano su due, invece, non produrrebbe alcun effetto positivo l'abolizione dell'Imu.

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