Consulenza o Preventivo Gratuito

Imu, aumenti a spese dello Stato

del 12/10/2013
di: di Francesco Cerisano
Imu, aumenti a spese dello Stato
Tecnicamente si tratta di aumenti virtuali, ma in pratica a pagare potrebbe essere lo Stato. Gli incrementi delle aliquote dell'Imu prima casa che in questi giorni si stanno registrando un po' in tutta Italia riportano alla ribalta il difficile problema dei rapporti contabili tra centro e periferia. Perché, se è vero che, a rigor di logica, dopo l'abolizione della prima rata Imu sull'abitazione principale la stessa sorte dovrebbe toccare al saldo di dicembre, è anche vero che fino ad ora non vi è nulla di certo, tranne un impegno politico per giunta instabile (come dimostrato dal tentativo di alcuni deputati del Pd di resuscitare l'imposta per gli immobili con rendita superiore ai 750 euro). E così, approfittando del fatto che quest'anno ci sarà tempo fino al 30 novembre per approvare i bilanci e modificare le aliquote dei tributi locali, molti sindaci ci provano. E in attesa di sapere che fine farà l'Imu prima casa, spingono al massimo il tributo e mettono a bilancio gli aumenti, nella speranza di ricevere compensazioni più generose da parte del governo. Il caso del comune di Milano è paradigmatico. Qui l'aliquota sull'abitazione principale è passata nel giro di pochi mesi dallo 0,4% del 2012 prima allo 0,575% e infine allo 0,6% semplicemente perché palazzo Marino aveva bisogno di contabilizzare 13 milioni in più rispetto ai 110 previsti. Chi pagherà la differenza? A Milano non hanno dubbi: lo Stato. Ma il rischio è che i conti non tornino e questa escalation di aumenti faccia saltare tutta l'operazione, il cui costo previsto per l'erario potrebbe lievitare di 1,5 miliardi di euro (si veda ItaliaOggi di ieri). Al momento infatti non è ancora chiaro se i rimborsi definitivi saranno parametrati sull'aliquota 2012 o su quella 2013 e nonostante l'invito del ministro Graziano Delrio a non fare i furbi evitando aumenti dell'ultim'ora, la decisione di Milano potrebbe «fare scuola» e orientare nella stessa direzione molti altri sindaci. Anche perché l'Anci resta ferma nel chiedere che si tenga conto delle nuove aliquote. Una posizione però non condivisa da molti sindaci che non ci stanno a fare i furbetti. Troppo facile, dicono, alzare le tasse nella speranza di scaricare gli aumenti non sui propri cittadini, ma sull'intera collettività.
vota