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Irreperibilità: in caso di notifica servono le prove

del 11/10/2013
di: Enzo Di Giacomo
Irreperibilità: in caso di notifica servono le prove
Se la persona è irreperibile la notifica impone la prova che siano state effettuate da parte dell'addetto alla notifica tutte le ricerche concluse senza esito. Questo è quanto stabilito nella sentenza 232/21/13 del 25 settembre 2013 della Commissione tributaria regionale di Roma, dalla quale emerge che l'irreperibilità non temporanea del destinatario rientra nella previsione dell'art. 143 Codice di procedura civile (Cpc), secondo cui deve ricorrere l'irreperibilità oggettiva ossia l'impossibilità di individuare il luogo di residenza, domicilio o dimora del soggetto destinatario.

La disciplina di notifica degli atti tributari è contenuta negli articoli 137 e seguenti del Cpc, così come stabilisce l'art. 16, comma 2, del dlgs n. 546/1992. Tale ultima disposizione stabilisce che le notifiche possono eseguirsi, oltre che a mezzo dell'ufficiale giudiziario, anche a mezzo di messo comunale o messo speciale autorizzato dalla stessa Amministrazione che, però, deve porre in essere le stesse forme attuate dall'ufficiale giudiziario. La notifica può avvenire brevi manu (se non eseguita a mani proprie la notificazione deve essere fatta nel domicilio fiscale del destinatario), o a mezzo posta con spedizione dell'atto in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento. In caso di irreperibilità, incapacità o rifiuto a ricevere l'atto da parte del destinatario l'ufficiale giudiziario, ai sensi dell'art. 140 Cpc deposita la copia nella casa comunale dove sarà eseguita la notifica, dandone notizia per raccomandata con avviso di ricevimento, mentre quando non sono conosciuti residenza, dimora e domicilio si applica l'art. 143 Cpc.

Nella fattispecie in esame il contribuente aveva impugnato un'intimazione scritta eccependo la nullità della stessa in quanto non preceduta dalla notifica della cartella presso il proprio domicilio. La Ctp accoglieva il ricorso ritenendo che l'agente della riscossione non si era mai costituito in giudizio, né aveva depositato memorie o documenti idonei e non essendo sufficiente l'avvenuto deposito di copia dell'avviso di ricevimento. Avverso tale decisione ha proposto appello il concessionario che ha sostenuto la validità della notifica avvenuta ex art. 140 Cpc stante l'irreperibilità del contribuente. I giudici di appello hanno ritenuto che l'art. 140 Cpc presuppone che siano conosciute la residenza, la dimora o il domicilio e che l'ufficiale solo dopo aver constatato l'impossibilità di reperire il destinatario e le altre persone autorizzate al ritiro può depositare la copia nella casa comunale e affiggere avviso di deposito alla porta dell'abitazione o dell'ufficio, dandone notizia con raccomandata. Nel caso specifico è stato accertato che i predetti adempimenti non si erano verificati, anzi gli stessi erano stati resi impossibili per cui il giudice ha dato atto della irreperibilità del destinatario.

Occorre, quindi, distinguere tra la notifica ex art. 140 e quella eseguita ex art. 143 Cpc, atteso che nel primo caso l'assenza solo momentanea del destinatario nel luogo in cui risiede non preclude l'applicazione dell'art. 140 Cpc, mentre l'irreperibilità non temporanea rientra nella previsione dell'art. 143 Cpc. Per l'applicabilità di quest'ultima norma non è sufficiente la valutazione soggettiva della persona a cui l'atto deve essere consegnato, ma è conditio sine qua non la irreperibilità oggettiva ovvero l'impossibilità di individuare il luogo di residenza, domicilio o dimora del destinatario «nonostante l'esperimento delle indagini suggerite nei singoli casi dalla comune diligenza» (Cassazione n. 14618/2009). Pertanto i giudici di merito, accertato che la cartella non è risultata notificata né ai sensi dell'art. 140 né dell'art. 143 Cpc, hanno respinto l'appello dell'ufficio attesa la mancanza del presupposto per la validità dell'intimazione di pagamento.

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