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Safety e security, ruoli e competenze

del 19/03/2010
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Safety e security, ruoli e competenze
Le disposizioni poste a garanzia della salute e sicurezza dei lavoratori affidano ai datori di lavoro la responsabilità di garantire che i dipendenti non subiscano danni per eventi che siano comunque correlati alla attività lavorativa. Secondo un consolidato orientamento anche il rischio connesso ad atti di violenza esterna, seppur non ascrivibile direttamente al datore di lavoro, rientra nel rischio ordinario relativo alla prestazione lavorativa, in quanto rischio potenzialmente esistente durante il lavoro suscettibile perciò di essere valutato ai sensi della normativa prevenzionistica. Per il settore creditizio tale orientamento è stato anche formalizzato nell'accordo di rinnovo del Ccnl del 2005 (le imprese bancarie considereranno il rischio rapina ai fini del documento di valutazione dei rischi). Per dare piena attuazione agli obblighi di tutela della salute dei lavoratori, si è sentita la necessità di valutare anche l'incolumità psico-fisica del personale, valutando anche il rischio di esposizione allo stress indotto dalle violenze subite o dal timore di esservi esposti; il fondamentale riferimento per il settore è costituito dalle Linee guida elaborate della Commissione Safety dell'Abi nel 2005. La safety prende infatti in considerazione i fattori di rischio per la salute dei dipendenti: sia quelli direttamente connessi alle forme di violenza fisica eventualmente subita, sia quelli connessi all'equilibrio psicologico del personale, elaborando misure di prevenzione consistenti in percorsi formativi finalizzati a far acquisire al personale maggiori capacità di coping e di gestione delle relazioni in situazioni di emergenza; in collaborazione con la security. Un'importante misura di protezione è poi individuata nella collaborazione tra la safety e il medico competente per l'attuazione di misure di intervento post rapina da offrire al personale coinvolto in eventi criminosi. Il supporto psicologico, caratterizzato da diversi livelli di intervento, è opportuno sia caratterizzato dall'adesione volontaria dei dipendenti, sia perchè esula dalla sorveglianza sanitaria obbligatoria, sia per evitare che le finalità del supporto vengano percepite come un'indebita ingerenza nella sfera personale. Le competenze di security e di safety mantengono quindi, pur nella condivisione di intenti, una loro netta caratterizzazione.

Gianfranco Feroldi

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