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Protesti, responsabilità limitata

del 11/10/2013
di: di Debora Alberici
Protesti, responsabilità limitata
La banca non è responsabile del protesto sollevato a carico del cliente per il mancato pagamento dell'assegno prima della scadenza se ha ricevuto da questo l'ordine scritto di non pagare fino alla perenzione del termine. Lo dice la Cassazione che, con sentenza 23077 del 10/10/2013, ha accolto il ricorso di Unicredit. Con una lunga motivazioni la prima sezione civile spiega che «il traente che, dopo aver emesso il titolo, ordini alla banca di non pagare si assume il rischio del protesto e, in caso di revoca della provvista o estinzione anticipata del conto della sanzione amministrativa ex art. 2, legge 386/90, non potendo tale condotta essere giustificata neanche dall'intento di prevenire il rischio dell'inadempimento altrui». I giudici hanno quindi condiviso la tesi della difesa di Unicredit secondo la quale il cliente è l'unico a rispondere degli ordini da lui stesso impartiti alla banca non potendosi dolere del protesto eziologicamente determinato dagli ordini medesimi. Infatti in questo caso l'istituto di credito ricevuto dal traente un ordine scritto di non provvedere al pagamento con espresso esonero di responsabilità anche prima della scadenza del termine di presentazione e ha ritenuto di dare a questo esecuzione in ottemperanza agli obblighi di mandataria conseguenti al vincolo contrattuale assunto con il cliente. Così operando, dice ancora la Cassazione, ha eluso la funzione di garanzia dell'affidamento del prenditore contenuta nell'art. 35 ma non quella riguardante il traente, avendo provveduto ad eseguire esattamente un ordine disposto proprio da lui. In altre parole, l'imperatività delle norme relative (art. 35 Tub) all'inefficacia dell'ordine di non pagare prima della scadenza del termine di presentazione non ha carattere assoluto ma deve conformarsi alle esigenze di tutela poste a base della disposizione, la quale, «mira ad assicurare un'affidabile circolazione del titolo e a garantire l'esistenza di fondi dal momento dell'emissione dell'assegno fino alla scadenza del termine di presentazione».
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