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Tutela ai rifugiati di lungo periodo

del 11/10/2013
di: di Giovanni Galli
Tutela ai rifugiati di lungo periodo
Permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo anche a rifugiati e titolari di protezione sussidiaria, vale a dire soggetti che a oggi ne sono esclusi. Questo l'obiettivo a cui mira lo schema di decreto legislativo, approvato mercoledì scorso dal consiglio dei ministri, su «Attuazione della direttiva 2011/51/Ue, che modifica la direttiva 2003/109/Ce, per estenderne l'ambito di applicazione ai beneficiari di protezione internazionale». Per i titolari di protezione internazionale si esclude l'obbligo di superare il test di conoscenza della lingua italiana ai fini del rilascio del permesso di soggiorno Ue. Si elimina poi per gli stranieri beneficiari di protezione internazionale e per i loro familiari, l'onere di documentare la disponibilità di un alloggio idoneo. Il permesso di soggiorno di lungo periodo sarà mantenuto anche in caso di perdita dello status di protezione, si legge nello schema di decreto delegato, il quale individua nel ministero dell'interno-dipartimento della pubblica sicurezza il punto di contatto per lo scambio di informazioni con gli omologhi uffici degli altri stati membri dell'Unione europea. Tra le altre previsioni del provvedimento che verrà adesso trasmesso alle Commissioni parlamentari competenti per il parere prescritto: i titolari di protezione internazionale con permesso di «lungo-soggiorno» potranno stabilirsi, a determinate condizioni (ad esempio, per motivi di lavoro), in un secondo Stato membro; per favorire l'integrazione del titolare di protezione internazionale, oltre ad attribuirgli uno status ulteriore di soggiornante di lungo periodo, si prevede che questo può essere mantenuto anche in caso di cessazione della protezione internazionale.

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