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Immigrati, una raffica di fondi

del 11/10/2013
di: di Valerio Stroppa
Immigrati, una raffica di fondi
Una raffica di fondi per fronteggiare l'emergenza sbarchi. A cominciare dai 190 milioni di euro che confluiranno nel Fondo straordinario per le esigenze straordinarie connesse all'immigrazione, istituito presso il ministero dell'interno. A questi si sommeranno altri 20 milioni di euro che alimenteranno il Fondo nazionale per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, già costituito con il decreto legge numero 95 del 2012. E il Viminale potrà potenziare il proprio organico per garantire la funzionalità degli sportelli immigrazione, sia bandendo concorsi riservati ai precari (con almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque, esclusi gli incarichi presso uffici di diretta collaborazione con organi politici) sia prorogando i contratti a termine. È quanto prevede il decreto legge varato martedì dal consiglio dei ministri per contenere il deficit del bilancio 2013 entro il 3% del Pil (si veda ItaliaOggi di ieri).

La copertura degli interventi sull'immigrazione previsti dalla manovrina arriverà per 90 milioni di euro dal Fondo rimpatri, per 70 milioni dalle entrate dell'Inps derivanti dalla regolarizzazione degli immigrati e per 50 milioni dalla riduzione del fondo di solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, del racket e dell'usura.

Un'altra delle disposizioni volte a migliorare i conti pubblici è data dal blocco del meccanismo premiale riservato agli enti locali virtuosi. La norma determina un miglioramento dell'indebitamento netto e del fabbisogno per 550 milioni di euro. Una cifra identica ai risparmi che deriveranno dai tagli ai ministeri. Vengono esclusi dalle riduzioni di spesa Beni culturali, Ministero dell'istruzione, la missione “Ricerca e innovazione”, gli stanziamenti relativi al Fondo per lo sviluppo e la coesione nonché quelli destinati all'Expo di Milano 2015. Il dl specifica che solo per «effettive, motivate e documentate esigenze» i dicasteri potranno chiedere al Mef di rimodulare i tagli, ferma restando l'invarianza dell'importo complessivo. Necessitano di copertura pure i 120 milioni di euro indirizzati per il 2013 come misura compensativa a favore dei comuni delle regioni a statuto ordinario (per i quali tuttavia le somme non rileveranno ai fini del patto di stabilità). In questo caso i fondi arriveranno per 30 milioni di euro utilizzando le risorse assegnate ma non ancora erogate da Cassa depositi e prestiti a titolo di anticipazione di liquidità per i pagamenti della p.a.. Gli altri 90 milioni giungeranno dal plafond destinato alle regioni Puglia e Molise dalla legge numero 228 del 2012, tuttora fermo ai box in quanto le amministrazioni «non hanno ancora provveduto alla cessione di spazi finanziari, validi ai fini del patto di stabilità interno, ai comuni e alle province ricadenti nel proprio territorio».

Confermato, invece, lo stop all'aumento delle accise sui carburanti ipotizzato inizialmente, come pure alla previsione di un'imposta di registro minima pari a 1.000 euro per tutti quei trasferimenti immobiliari che, tassati in maniera proporzionale, non raggiungono tale soglia di prelievo.

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