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Riflettori sulla vigilanza

del 10/10/2013
di: La Redazione
Riflettori sulla vigilanza
Quindici anni di progressi realizzati nello svolgimento della funzione ispettiva, con un notevole incremento di tutti gli indici di produttività a fronte di una riduzione complessiva di circa il 25% degli addetti impegnati nell'attività. È una delle «cifre» più significative presentate nel corso della quattro giorni seminariale dedicata all'aggiornamento professionale per ispettori e responsabili di ufficio della Fondazione Enasarco che si concluderà oggi a Ostia con un convegno di studi, con magistrati e avvocati, dedicato specificamente al tema delle «dinamiche processuali e sostanziali scaturenti da verbale ispettivo».

Organizzato dal dirigente del servizio ispettivo di Enasarco, Fabio Rufini, il seminario di Ostia è stato innanzitutto l'occasione per fare il punto sullo stato dell'arte dell'attività di vigilanza della Fondazione, con approfondimenti rivolti in particolare ai settori della intermediazione finanziaria e immobiliare, sulla scorta delle recenti intese in materia con le associazioni di categoria e con l'Oam, l'Organismo di vigilanza sull'attività di mediazione finanziaria. Ma, a tenere banco, nelle intense giornate, anche argomenti come gli aggiornamenti sulle procedure concorsuali, il diritto di accesso agli atti amministrativi, la presentazione del nuovo manuale della procedura ispettiva e del Regolamento delle attività istituzionali con le novità per l'anno in corso, le ipotesi di nuove funzionalità del sistema informatico per le ispezioni.

A chiudere il ciclo seminariale è in programma oggi, come accennato, il convegno di studi, organizzato insieme da Rufini e da Rossana Luconi, dirigente del servizio legale della Fondazione, su «La vigilanza ispettiva nel suo aspetto pratico: dinamiche processuali e sostanziali scaturenti dal verbale ispettivo». Ad affrontare le questioni indicate, in particolare, saranno i magistrati Paolo Sordi, presidente della sezione lavoro del Tribunale di Roma; Giovanni Mimmo, giudice del lavoro del Tribunale di Roma, e gli avvocati Maria Salafia e Ivan Canelli, consulenti legali della Fondazione. L'introduzione e le conclusioni sono affidate a Giampiero Proia, professore ordinario di Diritto del lavoro. Saranno presenti il presidente della Fondazione, Brunetto Boco, e il direttore generale, Carlo Bravi.

Ma torniamo ai risultati dell'attività ispettiva inquadrandoli nella loro evoluzione ormai quindicennale. Guardiamo alle singole voci.

Gli accertamenti ispettivi conclusi sono passati dai 2.765 del 1998 ai 5.222 del 2010. La produzione ispettiva nel 2012 si e invece ridotta a 4.156 verbali, ma solo per effetto sia di una riduzione dell'organico degli uffici territoriali di 11 unità (5 amministrativi e 6 ispettori) sia dell'ampliamento del cosiddetto Tempo standard unitario stabilito per ogni accertamento. Il valore totale dell'accertato e stato pari a circa 7.800.000 euro nel 1998 e a 9.800.000 euro nel 1999, a fronte di 47,8 milioni accertati nell'anno 2010, 45 milioni nel 2011, e 48.700.000 euro nell'anno 2012 (massimo valore storico). I verbali senza accertamento di evasione nell'anno 2003 (primo anno di rilevazione del dato) sono stati pari al 50% del totale degli accertamenti, a fronte di un'incidenza del 23% per l'anno 2010, del 19% per il 2011 e del 16% per il 2012.

Il valore medio prescritto per verbale ispettivo è passato da circa 1.800 euro nell'anno 1997 a circa 9 mila euro nel 2010, a 10 mila euro nel 2011 e a 11.700 euro nel 2012.

Dal 2002, attraverso l'introduzione di un conto appositamente dedicato alla vigilanza, e anche monitorato il valore totale dell'incassato entro 30 giorni dalla notifica del verbale ispettivo, passato a 60 giorni a decorrere dal 2012 con il nuovo Regolamento delle Attività istituzionali (tale dato non tiene conto, tuttavia, dei valori incassati a seguito di domande di rateazioni successive al verbale di accertamento e all'esito dell'eventuale contenzioso).

Questo dato, sebbene fortemente influenzato dalla congiuntura economica e, quindi, dalle liquidità aziendali, e anch'esso comunque ampiamente positivo essendo aumentato, rispetto al totale accertato, dal 20% dell'anno 2002 al 38% dell'anno 2010, con una media del 42% nell'ultimo quadriennio 2007-2010. Mentre ha subito un calo a partire dal 2012, con una percentuale del 20% rispetto all'accertato, a seguito dell'entrata in vigore del nuovo Regolamento delle attività istituzionali, per effetto del quale, per converso, si e registrato, però, un incremento delle richieste di rateizzazione degli importi dei verbali ispettivi. Le richieste di rateizzazione sono infatti passate da 626 del 2010, corrispondenti al 12% del totale degli accertamenti effettuati, a 981 del 2012, pari al 23,6% degli accertamenti.

Quanto alle criticità riscontrate, la maggiore difficoltà nella lotta all'evasione dei contributi previdenziali Enasarco deriva dalla stessa tecnica di definizione della categoria di riferimento sulla base dell'esistenza (o meno) di un contratto/rapporto di agenzia: in pratica si fa riscorso a una pluralità di figure contrattuali atipiche il cui unico scopo e, nella realtà, quello di eludere l'obbligo della contribuzione Enasarco. A ciò si accompagna la resistenza (in passato ampiamente diffusa, non solo in dottrina e giurisprudenza) a interpretare le norme sul contratto di agenzia in termini evolutivi, così da renderle valide e pregnanti anche rispetto alle nuove forme d'intermediazione, fortemente influenzate dall'introduzione di nuovi strumenti tecnologici che consentono di svolgere l'attività di promozione contrattuale con modalità diverse da quelle del passato.

Dal bilancio alle prospettive il passo è breve. E non a caso nel corso del seminario si è posto l'accento anche sull'attuazione del Progetto vigilanza 2012-2015 varato lo scorso anno dal consiglio di amministrazione della Fondazione. L'obiettivo generale del progetto e quello di passare dalla «quantità» alla «qualità nella quantità», al fine di mantenere elevato il contrasto all'evasione contributiva. E le direttrici fondamentali attraverso cui l'operazione si snoda riguardano: l'adozione di un nuovo modello organizzativo; la ridistribuzione degli uffici e delle risorse in misura proporzionata alla presenza di contribuenti/evasori potenziali; l'incremento della professionalità ispettiva. Un complesso processo di cambiamento, dunque, in linea con le formule organizzative della vigilanza più evolute, in stretta coerenza, peraltro, con le modificazioni del tessuto economico e produttivo delle diverse aree del paese.

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