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Imu, la prima rata in soffitta

del 10/10/2013
di: di Beatrice Migliorini
Imu, la prima rata in soffitta
Prima rata Imu archiviata. Ora servono 2,5 miliardi di euro per abolire la seconda tranche. Il tutto, senza arrotondare per eccesso i valori di accise, acconti, aliquote o imposte già esistenti e, soprattutto, senza andare a reinserire all'interno della Service tax ciò che è stato eliminato con il dl 102. Questo il risultato delle 72 ore di lavoro congiunto svolto dalle commissioni bilancio e finanze della Camera che, ieri, hanno dato il via libera al testo del dl Imu senza apportare nessuna modifica di carattere sostanziale. Calato il sipario sulla prima rata, ecco che entrano in scena gli Sos dell'Unione europea. L'operazione messa in campo dal governo prima e dalle commissioni poi si pone in aperto contrasto con l'Sos lanciato, ieri, dal vicedirettore del dipartimento affari fiscali del Fondo monetario internazionale, Michael Keen: «Se l'Imu venisse abolita dovrebbe venire compensata con altre entrate e tagli alla spesa, così come, se venisse messo in programma di riportare l'aliquota Iva al 21% dovrebbe essere garantita la compensazione». Nonostante l'allarme lanciato, però, la discussione generale sul testo, originariamente programmata per ieri pomeriggio, avrà inizio oggi in tarda serata. L'approdo al Senato resta, quindi, programmato per l'inizio della prossima settimana. In tempo rispetto alla scadenza del decreto fissata per il 30 ottobre, ma estremamente a ridosso della legge di stabilità, la cui approvazione in consiglio dei ministri resta fissata per martedì 15 ottobre.

Le modifiche e i lavori. Un via libera quella arrivato da parte delle commissioni che assomiglia molto ad una blindatura. A conclusione dei lavori, infatti, nessuna modifica di carattere sostanziale è stata apportata al dl 102 fatta eccezione per quel che riguarda alcune questioni meramente formali. Ad animare, però, i primi due giorni di lavori nelle Commissioni, la questione relativa alla possibile reintroduzione della prima rata Imu attraverso il raddoppio del meccanismo delle detrazioni (proposta di Scelta civica), o attraverso l'esenzione dal pagamento solo per gli immobili con rendita catastale al di sotto dei 750 euro (proposta del Partito democratico). Le due proposte, però, non avevano tenuto conto del fattore comuni. Ad oggi, infatti, sono in corso i rimborsi per il mancato gettito Imu, tanto è vero che «stando così le cose», ha spiegato il presidente della Commissione bilancio Francesco Boccia (Pd), «se le proposte avessero trovato accoglimento tutto il meccanismo sarebbe stato rimesso in discussione». Lanciato l'appello, ecco che gli emendamenti sono stati ritirati e i lavori hanno ripreso il loro corso. A tenere duro fino all'ultimo, però, la proposta di Scelta civica (si veda ItaliaOggi del 9 ottobre). «Per ora abbiamo ritenuto opportuno ritirare l'emendamento», ha spiegato il vicepresidente della Commissione finanze Enrico Zanetti (Sc), «ma le rassicurazioni che aspettavamo dal governo circa i 2,5 mld necessari a coprire la seconda rata senza andare a incidere sulle tasche degli italiani non sono arrivate, ragion per cui», ha concluso Zanetti, «proseguiremo la nostra battaglia in Aula». Occhi aperti sulla seconda rata e sull'incognita Service tax anche da parte del presidente della Commissione finanze Daniele Capezzone (Pdl). «Esserci lasciati alle spalle la prima rata Imu è un grande successo, ma ora due sono gli obiettivi da raggiungere», ha spiegato a ItaliaOggi Capezzone, «il primo è quello di fare in modo che anche il pagamento della seconda rata resti solo un ricordo senza, ovviamente, che sui contribuenti non gravino altri rincari. Il secondo», ha concluso Capezzone, «è quello di fare in modo che la Service tax non assomigli in nessun modo alla mera somma di Imu più Tares, perché così facendo si farebbe rientrare dalla finestra qualcosa che è uscito dalla porta».

Il Def. A far slittare l'inizio della discussione generale sul dl Imu in Aula, oltre all'approvazione del dl sul femminicidio, anche l'esame della nota di aggiornamento al Def. «All'interno della nota», ha spiegato a ItaliaOggi Zanetti, «viene sottolineata l'importanza della stabilità che il governo ha garantito in questi mesi, grazie alla quale siamo riusciti a stimare 4 mld di riduzione di interessi passivi già per il 2014 e 8 mld per il 2015. La nota negativa, però», ha concluso Zanetti, «è che gli interventi per il taglio della spesa pubblica sono stati estremamente limitati, per non dire quasi inesistenti».

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