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Consulenze e auto blu, più tagli

del 10/10/2013
di: La Redazione
Consulenze e auto blu, più tagli
Simboli del potere politico (sempre più) a dieta: nel 2014 la spesa per le auto blu dovrà essere pari al massimo al 60% di quella 2013 (per le amministrazioni che non hanno partecipato al censimento sul parco macchine), in luogo dell'80% inizialmente previsto. Mentre per quanto riguarda le consulenze si riducono del 10%: la spesa massima scende dal 90 all'80% rispetto ai costi sostenuti nel 2013. E niente stabilizzazione (con passaggio ad altre aziende statali) per i dipendenti di società pubbliche in via di scioglimento. Sono alcune fra le novità delle votazioni di ieri sul decreto p.a. (101/2013) nell'aula di palazzo Madama, provvedimento varato dal governo ad agosto che mira al contenimento delle uscite nelle amministrazioni, nonché a costituire una riserva di posti per i precari e i vincitori di concorsi, nell'ambito del «turnover». Il testo stabilisce all'art. 4, su cui si sono espressi i senatori, che nel 2014 sul 20% di nuove assunzioni la metà sia destinata, attraverso procedura concorsuale, a quanti siano stati già impiegati con contratti a tempo determinato per almeno tre anni nell'ultimo quinquennio; la percentuale residua se l'aggiudicheranno i vincitori di bandi ancora privi di collocazione.

Fra le misure che superano l'esame dell'Assemblea, come anticipato, l'ulteriore cura dimagrante per auto blu e consulenze (art. 1), due «brutte notizie», commenta il ministro per la pubblica amministrazione Gianpiero D'Alia, «solo per chi pensa di poter continuare ad alimentare in silenzio sprechi e privilegi, in un momento difficile per i cittadini e le istituzioni». Salta, poi, la norma dell'art. 3 sulla mobilità nelle società partecipate direttamente, o indirettamente dalla p.a. (accantonato, in attesa del parere della commissione bilancio sulle coperture finanziarie) definita da Linda Lanzillotta (Sc) «una bomba a orologeria per l'equilibrio dei conti»: il governo ritira la proposta di «stabilizzare i dipendenti di società pubbliche statali, regionali e locali decotte, o in corso di scioglimento per passarli a un'altra società pubblica». Il voto sul decreto, composto da 13 articoli, riprenderà stamattina.

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