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Femminicidi all'angolo

del 10/10/2013
di: Pagina a cura di Simona D'Alessio
Femminicidi all'angolo
Tre nuove aggravanti per punire la violenza sulle donne: il «giro di vite» riguarderà abusi ai danni del coniuge (anche divorziato, o separato) e del partner (pure se non convivente), soprusi, stupri e stalking su chi è in stato di gravidanza, e atti compiuti in presenza di minorenni. E fondi per la prevenzione dei crimini (mediante formazione e educazione, anche a scuola), e per sostenere l'attività delle case-rifugio per vittime di persecuzioni. L'aula della camera licenzia con 343 sì e 20 astenuti il decreto 93/2013 sul «femminicidio» (non senza polemiche per un provvedimento diventato «omnibus», contenente, cioè, norme su temi estremamente diversi fra loro), che passa all'esame dei senatori, i quali dovranno convertirlo in legge entro il 15 ottobre, pena la decadenza. Il testo stabilisce che, in flagranza di reato, l'arresto sarà obbligatorio anche per maltrattamenti in famiglia e molestie insistenti, mentre la polizia giudiziaria, previa autorizzazione del pubblico ministero, può applicare la misura «precautelare» dell'allontanamento d'urgenza dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa; più «soft» l'impiego del braccialetto elettronico per controllare gli stalker, rimesso alla discrezionalità del giudice (si veda anche ItaliaOggi di ieri), così come la chance di servirsi di intercettazioni telefoniche.

Importante l'uso dell'ammonimento, con cui il questore può, in caso di percosse, o lesioni («reati sentinella», spia di crimini ben peggiori) avvertire il responsabile dell'azione, cui si aggiunge la sospensione della patente da parte del prefetto (misura già prevista per lo stalking); per favorire la riabilitazione del molestatore, è previsto che l'autorità giudiziaria lo informi in merito ai centri di recupero e servizi sociali presenti sul territorio. Come sottolineato, il codice penale si arricchisce di altre aggravanti: una comune, applicabile al maltrattamento in famiglia e a tutti i reati di violenza fisica commessi in danno minorenni, o se gli under 18 assistono agli atti, o se a essere colpite sono donne incinte. Quanto all'inasprimento relativo allo stalking commesso dal coniuge viene meno la condizione che vi sia separazione legale, o divorzio; aggravanti specifiche, inoltre, sono previste nel caso di violenza sessuale contro donne in gravidanza o compiuta dal coniuge (anche separato, o divorziato) o da chi sia, o sia stato legato da relazione affettiva alla vittima. Una volta presentata una querela, la si potrà ritrattare solo nel corso del processo, e mai se chi la deposita ha subito minacce gravi e continuate, mentre agli stranieri che patiscono violenze l'autorità giudiziaria può concedere un permesso di soggiorno, per sottrarsi ai maltrattamenti.

Fra le norme di altra natura approvate dai deputati, il via libera a interventi più rapidi della Protezione civile in caso di catastrofi naturali, eliminando i controlli preventivi della Corte dei conti. Domani parte l'esame (e la corsa contro il tempo per il varo definitivo) a palazzo Madama.

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