Consulenza o Preventivo Gratuito

Conclusa l'indagine conoscitiva

del 19/03/2010
di: Gabriele Ventura
Conclusa l'indagine conoscitiva
Si sono concluse ieri le audizioni sulla riforma delle professioni. Da metà aprile, le commissioni Giustizia e Attività produttive della camera cominceranno a lavorare al testo in sede referente. Un testo che terrà presente le istanze in questi mesi rappresentate dalle diverse rappresentanze di categoria. In linea di massima la grande riforma sarà una legge di principi. Dunque con pochi articoli, in grado di eliminare le spine nel fianco del mondo ordinistico. Si spera quindi nel ritorno delle tariffe minime inderogabili e l'eliminazione di qualsiasi ipotesi di sistema duale (ordini -associazioni non regolamentate). Intanto, ieri, a chiudere l'indagine conoscitiva è stata l'audizione di Stefano Zappalà, relatore della direttiva europea n. 36/2005Ce in merito al riconoscimento delle qualifiche professionali. «L'audizione del relatore della direttiva europea», ha dichiarato Maria Grazia Siliquini, relatore in commissione Giustizia della riforma delle professioni, «è stata illuminante: un prezioso contributo, poiché si è avuto modo di apprendere dalla viva voce del relatore le finalità del legislatore europeo, nonché l'interpretazione autentica degli articoli che fanno riferimento alle professioni intellettuali».

Zappalà ha illustrato i contenuti della direttiva 36/2005 e del decreto n. 206/2007 di recepimento della stessa: ha precisato che la direttiva europea ha avuto il merito di armonizzare le precedenti direttive sulla circolazione, in Europa, dei professionisti, chiarendo che «gli ambiti di applicazione della stessa sono solo ed esclusivamente le professioni regolamentate, e cioè le professioni il cui accesso, o esercizio o modalità di esercizio, sono subordinati direttamente o indirettamente al possesso di determinate qualifiche professionali».

La direttiva, quindi, secondo Zappalà, riguarderebbe solo le professioni che «possono esercitare l'attività intellettuale a seguito di una autorizzazione rilasciata dall'autorità competente, e cioè una autorità od organismo delegato dallo stato a rilasciare il titolo, e solo dopo che si è realizzata una formazione regolamentata, cioè un ciclo di studi completato con tirocinio professionale ed esame di stato». «Zappalà», ha commentato Siliquini, «ha altresì chiarito che in tutti i paesi dell'Unione europea sussistono ordini o collegi, la cui iscrizione è obbligatoria per l'esercizio della professione, e a loro si rivolge specificatamente la direttiva; con l'art. 3 della stessa, agli ordini e collegi di Francia, Germania, Francia, Italia ecc., vengono assimilate, esclusivamente, le associazioni dell'Irlanda e del Regno Unito, nominalmente indicate nell'allegato n. 1 della direttiva 36/2005. Pertanto, al di fuori dell'elenco nominativo allegato, non vi possono essere in Europa altre associazioni riconosciute».

vota