Le nuove disposizioni si applicheranno anche ai tirocini formativi, inclusi quelli non remunerati. In arrivo un sistema di allerta per impedire di operare altrove ai professionisti sanitari condannati o sospesi nel proprio paese per violazioni e irregolarità, inclusi medici e infermieri. Rivisti gli standard minimi formativi delle professioni che godono del riconoscimento automatico: per i medici si prevedono almeno 5.500 ore di formazione in un arco temporale minimo di cinque anni. La direttiva emendata vieta anche agli stati membri di negare il riconoscimento per motivi legati al titolo di studio: a meno che l'istante non presenti un livello «A» per un'attività che richiede il massimo grado di istruzione («E»), dovranno essere previste misure compensative quali percorsi formativi ed esami di idoneità. Nasce il principio dell'accesso parziale a una professione regolamentata: così facendo un ingegnere idraulico che si trasferisce in uno stato in cui la professione di ingegnere è disciplinata a livello più generico (comprendendo anche quelli edili, nucleari ecc.) non necessiterà di ulteriore formazione per svolgere i compiti ai quali è abilitato. Chiarito che, eccezion fatta per il settore sanitario, il test linguistico dovrà essere svolto solo dopo che lo stato ospitante abbia effettuato il riconoscimento. Soddisfatto Michel Barnier, commissario Ue per il mercato interno e i servizi, secondo cui «il testo adottato faciliterà la mobilità dei professionisti, garantendo un più elevato livello di tutela per i consumatori e i cittadini. Grazie ai nuovi standard formativi comuni il riconoscimento automatico potrà essere esteso ad altre professioni». Ora la direttiva dovrà essere approvata dal Consiglio Ue, per approdare in Guue già entro la fine del 2013. Dall'entrata in vigore del testo i paesi membri avranno a disposizione due anni per recepire le norme negli ordinamenti nazionali.
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