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Anti-stalker gestito dal giudice

del 09/10/2013
di: di Simona D'Alessio
Anti-stalker gestito dal giudice
Braccialetto elettronico anti-stalker a discrezione del giudice. Staccherà oggi il primo traguardo a Montecitorio il decreto sulla violenza di genere e il «femminicidio» che introduce l'irrevocabilità della querela che potrà esser ritirata solo davanti al giudice, e mai se la persona ha subito minacce gravi e reiterate. Il provvedimento (dl 93/2013), contenente anche norme in tema di protezione civile, controllo del territorio e commissariamento delle province (temi oggetto della votazione odierna), costringe i parlamentari alla corsa contro il tempo per sfuggire alla decadenza: deve, infatti, essere convertito in legge entro il 15 ottobre, pertanto la staffetta a palazzo Madama partirà rapidamente con approdo in Assemblea in settimana. Oltre a stabilire l'irretrattabilità della denuncia quando la vittima di abusi è in condizione di reale pericolo, il testo inserisce nell'ordinamento una serie di aggravanti, fra cui quelle per reati commessi ai danni e in presenza di minori. E, dopo il dissenso dei giorni scorsi nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia (si veda ItaliaOggi del 3/10/2013), la maggioranza trova ieri la quadra sul braccialetto elettronico per allontanare i molestatori su cui uno dei relatori, Francesco Paolo Sisto (Pdl), aveva espresso riserve, perché troppo restrittivo: l'uso del dispositivo non è più automatico, ma la scelta si rimette alla discrezionalità del magistrato. Nell'eventualità, poi, vengano accertate situazioni di violenza o abuso nei confronti di uno straniero, l'autorità giudiziaria può decidere il rilascio di un permesso di soggiorno, per consentire alla vittima di sottrarsi ai maltrattamenti. Iniziativa fortemente osteggiata dalla Lega (che vede respingere dall'Aula i suoi emendamenti), con il deputato Nicola Molteni che esprime il timore vi si nasconda nelle pieghe «una sanatoria mascherata a tempo indeterminato», e ricorda come la Bossi-Fini (legge 189/2002) fornisca già una tutela amministrativa agli extra-comunitari, nel corso del processo. All'art. 5 un ventaglio di interventi di carattere preventivo, allo scopo, cioè, di evitare che dalla persecuzione insistente si degeneri, arrivando a compiere crimini più gravi contro la persona. Reperiti già 20 milioni di euro da destinare all'educazione nelle scuole, e riconosciuto un ruolo importante nella strategia ai centri anti-violenza, si apre, inoltre, alla possibilità di condurre gli stalker nei consultori familiari, in luoghi dove si cura la salute mentale e nei Sert, Servizi per le dipendenze; a prevederlo una proposta dell'ex ministro Renato Balduzzi (Sc), in base alla quale, in assenza di querela da parte della vittima, il questore informa l'autore del fatto circa i servizi sociali disponibili sul territorio, affinché possa seguire un percorso di recupero. Quanto al Piano anti-violenza compreso nel testo, il governo garantisce che corrisponderà un finanziamento annuale, dopo che la commissione Bilancio aveva rilevato problemi di copertura, «declassando» l'intervento da «ordinario» a «straordinario».

Dopo il voto odierno alla Camera, da venerdì i senatori vaglieranno il decreto.

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