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Messaggi antifumo estesi e stop ai pacchetti da 10

del 09/10/2013
di: da Bruxelles Angelo Di Mambro
Messaggi antifumo estesi e stop ai pacchetti da 10
Pacchetti di sigarette con messaggi antifumo a coprire il 65% della superficie fronte e retro (oggi rispettivamente il 30% e il 40%), banditi i pacchetti da meno di 20 sigarette e quelle al mentolo (dal 2022) ma non le «slim», sì alla regolamentazione delle elettroniche ma senza l'obbligo di diventare presidi medici da vendere solo in farmacia. Sono alcuni dei punti salienti della posizione del Parlamento europeo sulla direttiva sui prodotti del tabacco approvata ieri, che, per assumere forma definitiva, dovrà ora essere negoziata con gli Stati membri. Le nuove regole arriveranno quasi certamente prima della fine della legislatura (primavera 2014). Ma sono molti gli elementi comuni tra la posizione del Parlamento e quella del Consiglio, assunta già nel giugno scorso. Come l'abbassamento, secondo la richiesta italiana, al 65% della soglia degli avvisi anti-fumo che la Commissione voleva al 75% o il rifiuto di vietare le slim. Insomma, i punti di accordo ci sono e potrebbero far accelerare i negoziati. Con una dichiarazione comune la scorsa settimana (vedi ItaliaOggi del 5 ottobre scorso) sedici ministri europei hanno già fatto sapere di voler chiudere il prima possibile un accordo. L'Italia aveva appoggiato la posizione del Consiglio perché recepiva tutte le richieste presentata da Roma. Quando la direttiva sarà approvata gli Stati avranno un anno e mezzo di tempo per recepirla, 36 mesi per applicare le nuove norme sugli additivi, mentre i prodotti che rispettano la vecchia legislazione dovranno essere banditi entro due anni, tre per le sigarette elettroniche.

Gli emendamenti del Parlamento riguardano anche gli additivi, con il mantenimento dell'utilizzo di quelli essenziali alla produzione come lo zucchero, mentre gli altri saranno sottoposti ad autorizzazione, mentre la plenaria ha accolto il sistema di tracciabilità per combattere il contrabbando proposto dalla Commissione.

La proposta iniziale dell'Esecutivo comunitario è stata presentata alla fine del 2012 per sostituire la legislazione vigente (direttiva 37/2001/CE). Una bozza legislativa arrivata dopo mesi di polemiche, sospetti e accuse che erano costate le dimissioni al commissario UE per la salute e i diritti dei consumatori, John Dalli. Prevedeva il bando degli additivi di ogni genere, lo stop alle aromatizzate e alle «slim», con gli avvisi anti-fumo che avrebbero dovuto coprire il 75% dei pacchetti e nuovi limiti sul contenuto di nicotina, condensato e monossido di carbonio, oltre a un nuovo sistema di tracciabilità. Secondo la proposta dell'esecutivo le sigarette elettroniche avrebbero dovuto recare avvertenze relative alla salute e, superata una certa soglia di nicotina, essere autorizzate e vendute solo come medicinale.

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