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Commercialisti alla resa dei conti

del 19/03/2010
di: Pagina a cura di Ignazio Marino
Commercialisti alla resa dei conti
Una cosa è certa: con o senza i dottori commercialisti la cassa dei ragionieri avrà un futuro. «Siamo stufi di ricevere solo indisponibilità al confronto da parte della Cnpadc», dice Raffaele Marcello, presidente Unagraco (l'Unione nazionale dei ragionieri commercialisti). «Viste le continue fughe in avanti dell'ente dottori nei per assicurarsi l'iscrizione degli esperti contabili, in questo momento i delegati del nostro ente potrebbero tranquillamente appoggiare il progetto di apertura ai senza albo. Tanto loro sul mercato ci stanno né più né meno», aggiunge Andrea Pigliafreddo, già delegato cassa e oggi vicepresidente Unagraco. Dopo l'ultimatum («o si fa la cassa unica o si trova un alternativa») del numero uno dell'istituto dei ragionieri (si veda ItaliaOggi del 18/3/10), ieri è stata la giornata delle reazioni ; in attesa dell'incontro di oggi a Cremona e Mantova fra i presidenti Paolo Saltarelli (Cnpr) e Walter Anedda (Cnpadc). Intanto, se per Raffaele Marcello «nessuno può gridare allo scandalo visto che la Cnpr sta operando con la massima trasparenza nel creare una valida alternativa», per Luigi Carunchio dell'Ungdcec si tratta «di un'evidente provocazione». Per il presidente dei giovani dottori commercialisti ed esperti contabili «le casse di previdenza non sono dei club privati dove ognuno decide in autonomia chi ammettere e chi no. Ci sono i ministeri vigilanti appositamente», dice, «e non so quanto possono essere d'accordo a inserire in un ente di professionisti regolamentati anche dei lavoratori autonomi quali sono quelli che non hanno superato un esame di abilitazione professionale». Ma Carunchio va oltre. E spiega: «La riforma dei ragionieri è stata fatta per prevedere un pareggio di bilancio all'estinzione dell'ultimo iscritto. Se oggi cercano di aggregare altri vuol dire che, primo, stanno ammettendo un evidente segno di debolezza e, secondo, che non sono in grado di pagare le pensioni a tutti. Con questa uscita, priva di fattibilità, si vuol mettere in difficoltà il consiglio nazionale». Percorribile o no sulla carta l'ipotesi, intanto, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, negli ultimi mesi si sono moltiplicati i contatti fra l'istituto pensionistico dei ragionieri e alcune associazioni di tributaristi. Anche se nessuno vuol confermare per non pregiudicare la trattativa in corso.

Ma quale è la posizione ufficiale dei sindacati chiamati direttamente o indirettamente in causa? «Apprezziamo l'iniziativa del presidente della Cassa dei ragionieri», commenta Virgilio Baresi, presidente dell'Istituto nazionale dei revisori contabili, «in quanto rispondente agli interessi degli iscritti ai due organismi. I revisori sono anche intenzionati a partecipare alla Cassa eventualmente unificata. Ma in caso di ulteriori rinvii dalle Casse dei ragionieri e dei commercialisti, l'Inrc valuterà altre iniziative utili a tutti i revisori che da troppo tempo non sono previdenzialmente coperti». La strada è percorribile anche per Arvedo Marinelli, numero uno dei tributaristi dell'Ancot, che però vorrebbe «sedersi intorno ad un tavolo e analizzare per bene le condizioni di un eventuale ingresso nella Cassa ragionieri.»

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