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Ammortizzatori, tavolo dopo il voto

del 19/03/2010
di: di Simona D'Alessio
Ammortizzatori, tavolo dopo il voto
Archiviate le elezioni del 28 e 29 marzo, ci si metterà a un tavolo insieme alle parti sociali per discutere della riforma degli ammortizzatori sociali, valutando attentamente l'andamento della situazione occupazionale. Maurizio Sacconi lo annuncia nella Biblioteca del Senato a Roma, nel corso di un convegno dedicato a Marco Biagi (il giuslavorista ucciso dalle Br il 19 marzo 2002, cui è intitolata la sede del ministero del Welfare), spiegando che sarà, dunque, possibile procedere quanto prima a una razionalizzazione degli strumenti di protezione del reddito quando si interrompe un rapporto di lavoro (l'indennità di disoccupazione e quella di mobilità). Contemporaneamente, però, aggiunge, occorre «incoraggiare la sussidiarietà, rimettendo alle parti sociali la gestione dello 0,30% delle risorse per la formazione continua» dei lavoratori, e uscendo «dalla logica della obbligatorietà perché oggi», sottolinea Sacconi, «senza offesa, è una tassa». Nelle intenzioni del responsabile di via Veneto, i percorsi formativi assumeranno un'importanza rilevante nei prossimi mesi, per accompagnare il lavoratore verso il reimpiego. Il restyling, tuttavia, non prevederà in alcun modo travaso di denaro dalle pensioni. Sacconi mette in guardia coloro che si aspettano «colpi di teatro», negando che si possano prelevare dalla previdenza «grandi quantità di risorse per spostarle sugli ammortizzatori. Un'operazione di così grandi dimensioni non esiste». Il ministro, poi, spazza via il campo dai dubbi anche sulla questione dell'allungamento del periodo di cassa integrazione ordinaria da 52 a 78 settimane (su cui il governo nei giorni scorsi ha espresso parere negativo), con parole ferme: «Alcuni ignoranti hanno detto che siccome il fondo degli ammortizzatori è capiente perché poi sono necessarie le coperture finanziarie per questa misura? È una regola di contabilità pubblica. Anche se il fondo è capiente», incalza, «se aumenta il tiraggio di spesa, c'è bisogno della copertura finanziaria». L'omaggio alla memoria di Biagi dà il «la» a Sacconi per ricordare che la norma sull'arbitrato (la conciliazione delle controversie in materia occupazionale, che per la Cgil attenta alla tenuta dell'articolo 18) fu una sua idea ed è oggi «oggetto di feroce contestazione». Eppure il numero uno del Welfare vede rosa: «Verrà il giorno», dice, «che l'arbitrato sarà riconosciuto da tutti. Però, conteremo morti e feriti».

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