Consulenza o Preventivo Gratuito

Commercialisti in crisi da leggi

del 08/10/2013
di: di Valerio Stroppa
Commercialisti in crisi da leggi
La necessità di rimanere costantemente aggiornati con norme e adempimenti resta la principale difficoltà dei commercialisti. Non solo in Italia, dove il 28% dei professionisti vede in questo campo la maggiore criticità nello svolgimento del proprio lavoro, ma anche a livello mondiale (25%). Immediatamente a seguire c'è la concorrenza sempre più forte, che spinge a ridurre le tariffe per poter restare sul mercato (25%). Mentre per il 16% la maggiore preoccupazione è l'acquisizione di nuovi clienti e il mantenimento di quelli già in portafoglio. Sono questi i risultati emersi dal sondaggio internazionale per il 1° semestre 2013 promosso dal Comitato per i piccoli e medi studi dell'Ifac (l'organizzazione mondiale delle professioni economico-contabili), finalizzato a individuare le principali problematiche nella pratica professionale. Per l'Italia hanno risposto 388 commercialisti, vale a dire circa il 12% dei 3.700 partecipanti totali. Per quasi l'80% si tratta di professionisti individuali e di studi che contano meno di 5 addetti, in linea quindi con la realtà nazionale. A livello reddituale i commercialisti affermano che il 48% dei propri ricavi deriva da prestazioni in tema di contabilità e bilanci. Al secondo posto l'attività di pareristica e di advisory (28%), con poco vantaggio sulla consulenza fiscale (27%). In Italia l'attività di audit produce il 17% del volume d'affari, a fronte di un dato mondiale che si attesta intorno al 31%. Rispetto alle edizioni precedenti del sondaggio, l'Ifac ha chiesto anche informazioni in merito alla consulenza in materia di sostenibilità. Attualmente in Italia solo il 6% dei commercialisti intervistati è attivo in questo comparto, mentre il 33% dichiara di voler intraprendere qualche attività in futuro. Il 61% degli intervistati, invece, ammette di non aver in programma alcuna iniziativa in materia di sostenibilità. Un dato che stona con i risultati raccolti dalla federazione a livello internazionale, dove il 46% dei professionisti economico-contabili già presta consulenza in materia di sostenibilità e un altro 28% è in procinto di farlo. Da ultimo, non manca un quesito su quale sarà la principale linea di sviluppo del business nei prossimi anni. Secondo gli stranieri il fatturato sarà trainato dalla revisione contabile (35%), mentre gli italiani pronosticano un incremento dei servizi di advisory e consulenza (42%).

©Riproduzione riservata

vota