IL PROBLEMA - Otto italiani su dieci pensano che su Internet sia «meglio non lasciare tracce» (l'83,6%), che fornire i propri dati personali sul web sia pericoloso «perché espone al rischio di truffe» (l'82,4%) e ritengono che comunque «molti siti web estorcono i dati personali senza che ce ne accorgiamo» (83,3%). Secondo il 76,8%, inoltre, usare la carta di credito per effettuare acquisti online è sempre un rischio. Tra gli utenti di Internet, il 93% teme che la propria privacy possa essere violata online e il 32% lamenta di avere effettivamente subito un danno. Tuttavia solo il 40,8% degli utenti di Internet adotta almeno una tra le misure fondamentali per la salvaguardia della propria identità digitale (limitazione dei cookies, personalizzazione delle impostazioni di visibilità dei social network, navigazione anonima). Il 36,7% non adotta, invece, nessuna misura, mentre il 22,5% si limita a forme passive di autotutela che implicano forme di rinuncia al servizio.
LE SOLUZIONI - La ricerca evidenzia che c'è un'aspettativa di maggiore severità. La legislazione vigente in materia di privacy sembra soddisfare appena il 7,5% degli italiani connessi in rete, mentre è pari al 53,9% la quota di chi giudica necessaria una maggiore dose di severità, anche mediante l'introduzione di sanzioni in presenza di eventuali violazioni e la possibilità di rimuovere dal web eventuali contenuti sgraditi. Oltre il 70% si pronuncia a favore del diritto all'oblio (eliminazione dal web di opinioni, informazioni e fotografie).
IL MERCATO - C'è disponibilità a spendere per difendere la propria privacy online. Rapportata ai cittadini italiani utenti di Internet (19,20 euro pro-capite/anno), la cifra complessiva è pari a 590 milioni di euro all'anno. Già ora le imprese operanti nel settore destinano a investimenti in ricerca e sviluppo in media al 15% del loro fatturato complessivo, a fronte di una spesa del 5% che si può evidenziare per le 250 più importanti realtà Ict oggi attive. Crescono i marchi attinenti a questo settore che annualmente vengono depositati. Rispetto all'intero settore dell'information technology, essi rappresentano circa il 7%, con un incremento di 3 punti percentuali nell'arco del decennio.
