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Diritto alla difesa in tutta l'Ue

del 08/10/2013
di: di Paolo Bozzacchi
Diritto alla difesa in tutta l'Ue
Diritto alla difesa nei procedimenti penali garantito in tutta l'Unione europea. Questa la storica decisione del Consiglio Giustizia e Affari Interni (Gai) in corso a Lussemburgo, che ha approvato senza discussione a oltre dieci anni dalla prima proposta in materia una direttiva che garantisce a tutti i cittadini Ue il diritto alla difesa, ovunque si trovino nei 28 paesi membri. La decisione arriva a un mese circa dal voto favorevole in materia espresso dall'Europarlamento. «Questa legge rappresenta una vittoria per la giustizia e per i diritti dei cittadini nell'Unione europea. Ora tocca agli stati membri non perdere tempo e dare attuazione a questa direttiva nei loro ordinamenti nazionali quanto prima, a beneficio dei cittadini europei». Questo il commento a caldo di Viviane Reding, vicepresidente della Commissione europea e responsabile per la Giustizia. «Questa», ricorda, «è la terza proposta della Commissione europea per garantire il diritto a un processo equo alle persone in tutta l'Ue, sia nel proprio paese sia all'estero». Con il voto di ieri «stiamo mantenendo la nostra promessa di rafforzare i diritti dei cittadini ovunque in Europa». Ora gli stati membri hanno tre anni di tempo per implementare le nuove norme che regolano il diritto alla difesa negli ordinamenti nazionali. Nello specifico la direttiva europea approvata in via definitiva ieri prevede il diritto all'accesso a un difensore sin dalla prima fase dell'interrogatorio di polizia e durante tutto il corso del procedimento penale, e riconosce all'indagato il diritto di «conferire in modo confidenziale e adeguato» con il suo difensore per esercitare i diritti della difesa. Si permette all'avvocato, inoltre, di svolgere un «ruolo attivo» durante l'interrogatorio, e viene assicurato che, in caso di arresto dell'indagato, qualcuno (per esempio un familiare), possa esserne informato e che l'indagato abbia l'opportunità di comunicare con i propri familiari. Si permette poi a persone indagate all'estero di rimanere in contatto con il consolato del paese di residenza e di ricevere visite, e si offre alle persone oggetto di un mandato d'arresto europeo la possibilità di ricevere consulenza legale sia nel paese in cui è effettuato l'arresto che in quello in cui è stato spiccato. La nuova legge comunitaria sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea «entro qualche settimana». Secondo le stime della Commissione europea una volta in vigore la nuova direttiva si applicherà a otto milioni di procedimenti penali in tutto il territorio dell'Unione europea. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito Internet del Consiglio Ue www.consilium.europa.eu.

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