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Svelate le case fantasma

del 05/10/2013
di: di Roxy Tomasicchio
Svelate le case fantasma
L'operazione «case fantasma» giunge al capolinea con oltre 492 mila immobili mai dichiarati e non ancora regolarizzati (al 30 novembre 2012, giorno in cui si è chiusa l'attività di accertamento), a cui è stata associata una rendita catastale provvisoria e presunta di 288 milioni di euro.

Se a questa cifra si aggiungono i 537 milioni di rendite definitive (corrispondenti a 769 mila fabbricati già regolarizzati), cioè attribuite dopo che i contribuenti hanno presentato spontaneamente gli atti di aggiornamento del catasto, la somma delle rendite accertate sale a 825 milioni.

Il monitoraggio dei fabbricati presenti sul territorio, ma sconosciuti al catasto, realizzato grazie all'incrocio delle mappe catastali con le immagini aeree dell'Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), ha fatto emergere, su oltre 2,2 milioni di particelle del catasto terreni, oltre 1,2 milioni di unità immobiliari urbane non censite nella base-dati catastale. Di queste, quasi 769 mila hanno trovato una rendita catastale definitiva perché gli interessati si sono messi in regola, con sanzione ridotta (entro il termine del 30 novembre 2012, ultima data utile per la «sanatoria») o hanno accettato la rendita presunta elaborata dall'Agenzia delle entrate basandosi su precisi parametri, acquisiti anche con sopralluoghi esterni agli edifici non in regola. Invece a 492 mila immobili sono state associate rendite presunte, perché i proprietari hanno fatto ricorso o non si sono accordati con l'amministrazione finanziaria (in tabella i dati regione per regione).

L'intera operazione case fantasma, si legge nel bilancio diffuso ieri dalle Entrate, potrà generare, nel caso in cui le rendite presunte fossero confermate, un maggior gettito complessivo quantificabile dal Dipartimento delle Finanze in circa 589 milioni di euro, di cui circa 444 milioni di euro ai fini Imu, circa 137 milioni di euro ai fini delle imposte sui redditi (Irpef e cedolare secca) e circa 7,5 milioni di euro ai fini dell'imposta di registro sui canoni di locazione.

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