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Il telefono lo paga il condannato

del 05/10/2013
di: di Gianni Macheda
Il telefono lo paga il condannato
Intercettazioni pagate dal condannato. E anche retroattivamente. La previsione è contenuta nel decreto del ministero della giustizia 8 agosto 2013, n. 111 «Regolamento recante disposizioni in materia di recupero delle spese del processo penale», pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 233 di ieri. Il provvedimento opera una suddivisione delle spese del processo in due grandi gruppi: quelle recuperate a forfait (elencate nella tabella pubblicata in pagina) e quelle per le quali si procede invece a un recupero integrale. Per quanto riguarda le spese del processo penale anticipate dall'erario e recuperate in misura fissa nei confronti di ciascun condannato, senza vincolo di solidarietà, si andrà dai 60 euro, in caso di decreto penale di condanna, ai 180 euro in caso di dibattimento a seguito di decreto che dispone il giudizio in primo grado. Relativamente invece alle spese anticipate dall'erario per la consulenza tecnica e per la perizia, per la pubblicazione della sentenza penale di condanna e per la demolizione di opere abusive e la riduzione in pristino dei luoghi, di cui all'articolo 205, comma 2, ultimo periodo, del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia (dpr 30 maggio 2002 n. 115), queste spese sono recuperate per intero nei confronti di ciascun condannato, sempre senza vincolo di solidarietà, mentre in caso di pluralità di condannati, il recupero delle spese avverrà in parti uguali. La novità è che fino all'emanazione di un decreto ministeriale ad hoc (previsto dallo stesso articolo 205 del dpr 115/2002), questa regola del recupero integrale nei confronti del condannato si applicherà anche al recupero delle spese relative alle prestazioni previste dall'articolo 96 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni, e di quelle funzionali all'utilizzo delle prestazioni medesime. Si tratta, in soldoni, delle spese per intercettazioni e delle «prestazioni a fini di giustizia effettuate a fronte di richieste di intercettazioni e di informazioni da parte delle competenti autorità giudiziarie». Non solo: tale recupero avverrà retroattivamente. L'ultimo articolo del regolamento pubblicato ieri prevede infatti che il recupero sia delle spese fisse sia di quelle integrali, anticipate dall'erario, avvenga per i «processi penali per i quali la sentenza di condanna è stata emessa dopo l'entrata in vigore della legge 18 giugno 2009, n. 69», vale a dire dal 4 luglio 2009 in avanti. Sebbene negli ultimi tre anni le spese per le intercettazioni telefoniche siano in calo, la quota che i singoli distretti giudiziari liquidano per il pagamento di questa tipologia di servizio è ancora molto elevata. Secondo il 25° rapporto Italia dell'Eurispes, nel 2011 si sono spesi per intercettazioni 225.987.187 euro, l'1,9% in più rispetto al 2008, con Milano e Palermo che sono le città dove si spende di più: 36.279.033 euro nel capoluogo lombardo e 32.163.804 in quello siciliano.

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