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Informatizzazione flop

del 04/10/2013
di: La Redazione
Informatizzazione flop
Nell'ambito del processo di informatizzazione e di progressiva dematerializzazione delle varie incombenze che sempre più affollano la professione del consulente del lavoro, nel 2013 è stato introdotto un nuovo modello di «denuncia/comunicazione di infortunio telematica».

Peraltro, allorché tale modello è stato divulgato (già nei primi mesi dell'anno), sono emerse subito delle significative criticità, la più importante delle quali è consistita certamente nella previsione contenuta nel riquadro intitolato «Firma - Autocertificazione» e intestato «Dichiarazione sostitutiva ai sensi del dpr n. 445/2000 s.m.i.», secondo cui chi sottoscrive la dichiarazione (sia esso «Datore di lavoro» o «Mandatario del datore di lavoro», dunque anche consulente del lavoro) «dichiara […], consapevole delle responsabilità civili e penali alle quali andrà incontro in caso di denuncia/comunicazione infedele, che i dati forniti con il presente documento, composto di n. 5 pagine, compresa la presente, sono rispondenti a verità».

Il programmato avvio della nuova procedura di trasmissione della denuncia (che - com'è noto - dal 1° luglio avviene solo per via telematica, dunque utilizzando esclusivamente il nuovo modello) e la composizione della denuncia stessa (la quale, nella versione originaria, conteneva alcuni riquadri - si pensi, in particolare, alla Sezione denominata «Descrizione dell'infortunio» - che presupponevano in capo al soggetto compilatore - ove diverso dal datore di lavoro - la conoscenza di circostanze quali le modalità di accadimento dell'infortunio, il luogo dell'infortunio, l'attività del lavoratore al momento dell'incidente, l'individuazione della situazione imprevista che ha determinato l'evento ecc. …, tutte difficilmente accertabili, se non de relato, cioè in via indiretta e fidandosi di quanto riferito dal datore di lavoro) hanno immediatamente allarmato l'Ancl perché la nuova formulazione del modulo rischiava di addossare al «Mandatario del datore di lavoro» una responsabilità ben superiore a quella che in precedenza gravava sullo stesso datore di lavoro.

La problematicità della questione era, poi, acuita dal fatto che (come era dato leggere nella nota della Direzione centrale prestazioni – Ufficio I – Prot. Inail 600002.22/01/2013.0000725 del 22 gennaio 2013) la formulazione del nuovo modulo di denuncia/comunicazione di infortunio, anche nella sua versione cartacea (v. il modello 4-bis Prest.), andava a sostituire i modelli 4 Prest. e 117 Prest., che, seppur contenevano anch'essi un riquadro dedicato alle modalità di «Descrizione dell'infortunio», tuttavia, per quanto qui interessa, si concludevano con la seguente, ben diversa, locuzione:

«Il sottoscritto datore di lavoro, consapevole delle responsabilità civili e penali alle quali andrà incontro nel caso di denuncia infedele, dichiara che i dati anagrafici e retributivi forniti nella presente denuncia contraddistinta dal numero sotto indicato sono rispondenti a verità».

LE PROPOSTE DELL'ANCL

Tenuto altresì conto delle possibili conseguenze di carattere penale cui sarebbe potuto andare incontro il consulente del lavoro che avesse inviato una denuncia non rispondente al vero, e confortata da un parere reso dal prof. avv. Riccardo Vianello (in cui veniva confermata l'equivocità della formulazione originaria del nuovo modello di «denuncia/comunicazione di infortunio telematica» ed evidenziati i rischi in cui il consulente del lavoro sarebbe potuto incappare), l'Ancl ha, perciò, formulato alcune specifiche proposte di modifica, chiedendo altresì di incontrare i vertici dell'Inail.

Più in particolare, l'Ancl ha suggerito una duplice modifica del riquadro «Firma - Certificazione» del progettato nuovo modulo di denuncia.

Innanzitutto ha proposto di ritornare al passato, suddividendo il riquadro «incriminato» in due sotto-riquadri, uno dedicato alla dichiarazione del datore di lavoro (e contenente la menzione della responsabilità in caso di affermazioni non veritiere) e uno dedicato al «Delegato del datore di lavoro» (e privo di declaratorie di responsabilità).

Ha, poi, proposto di suddividere il riquadro «Firma - Certificazione» del progettato nuovo modulo di denuncia in due sotto-riquadri: il primo, identico a quello attuale, ma riferito solo al datore di lavoro (con eliminazione, cioè, della casella del «Mandatario del datore di lavoro»); il secondo, riferito anche al delegato, ricalcante la declaratoria dei modelli 4 Prest. e 117 Prest. e limitato così ai soli dati anagrafici e retributivi.

Queste proposte sono state illustrate da una delegazione dell'Ancl ai vertici dell'Inail nel corso di un incontro svoltosi presso la sede dell'Istituto lo scorso 11 luglio.

I RISULTATI OTTENUTI: LA NUOVA VERSIONE DEL MODELLO DI DENUNCIA

In occasione dell'incontro dell'11 luglio scorso la delegazione Ancl ha potuto constatare con soddisfazione che le perplessità manifestate circa il tenore della formula usata nel nuovo modello di «denuncia/comunicazione di infortunio telematica», nella parte in cui menzionava le responsabilità del «Mandatario del datore di lavoro», erano fondate: tant'è che l'Inail ha ritenuto opportuno fugarle espressamente prevedendo una nuova formula, che distingue gli ambiti di responsabilità del datore di lavoro (mancata corrispondenza a verità dei dati forniti), e del delegato/incaricato o mandatario del datore di lavoro (mancata corrispondenza tra i dati forniti con la denuncia di infortunio e quanto dichiarato dal datore di lavoro): formula che, secondo le stesse indicazioni dell'Istituto, individuando nel mandatario colui che ha ricevuto un mandato professionale, non può che coerentemente identificare, e così distinguere nettamente, la responsabilità per denuncia non veritiera, da un lato, e per denuncia infedele, dall'altro lato.

La diversa formula di chiusura del nuovo modello di «denuncia/comunicazione di infortunio telematica» (sicuramente più garantista per chi, come il consulente del lavoro, è tenuto a inviare a una pubblica amministrazione informazioni apprese non direttamente, ma a lui comunicate da altri soggetti), può, dunque, ben ritenersi il frutto della tempestiva opera di vigilanza attuata dall'Ancl e del pressing esercitato nei confronti dall'Inail da più soggetti, tra i quali la stessa Ancl e la commissione in seno al nostro Cno, ha sicuramente svolto un ruolo significativo.

UNO SGUARDO VIGILE

L'attenzione dell'Ancl per i problemi che quotidianamente complicano l'attività del consulente del lavoro non si è, peraltro, fermata all'iniziativa sin qui descritta.

Verificato, infatti, che l'avvio del nuovo modello di «denuncia/comunicazione di infortunio telematica» ha presentato e sta presentando problemi pratici tutt'altro che indifferenti (che si traducono spesso nel blocco del sistema e nella conseguente impossibilità di trasmettere la denuncia di infortunio secondo le nuove modalità), l'Ancl ha preparato una bozza di esposto che verrà presto divulgata e messa a disposizione degli interessati, attraverso la quale sarà possibile segnalare alle competenti Autorità le disfunzioni di qualunque genere, che con troppa frequenza aggravano e intralciano l'attività.

Infatti, è ferma convinzione dell'Ancl che solo una precisa assunzione e/o attribuzione di responsabilità possa determinare, presso gli abituali interlocutori della categoria, un effettivo cambiamento: nel modo di operare, certo, ma soprattutto nelle modalità di rapportarsi con i consulenti del lavoro, cioè con coloro che sono, e rimangono, i principali referenti del mondo produttivo.

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