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Inabilità, via alla totalizzazione

del 04/10/2013
di: di Daniele Cirioli
Inabilità, via alla totalizzazione
Via libera alla totalizzazione contributiva per la pensione d'inabilità. Ai lavoratori in possesso di più periodi contributivi, versati alla gestione lavoratori dipendenti, a quella lavoratori autonomi e alla gestione separata la pensione d'inabilità è liquidata tenendo conto di tutta la contribuzione utile. La novità, prevista dalla legge di stabilità 2013, si applica ai lavoratori che presentano domanda per la pensione d'inabilità dal 1° gennaio 2013, mentre nel caso di lavoratori pubblici si applica a coloro che cessano dal servizio dalla predetta data nel caso in cui la domanda sia stata presentata in attività di servizio (anche prima). Lo spiega l'Inps nella circolare n. 140 di ieri.

Pensione di inabilità. La pensione di inabilità spetta per le infermità gravi che comportino l'impossibilità assoluta per il lavoratore di svolgere qualsiasi attività lavorativa. La prestazione ha carattere definitivo e fa seguito all'assegno di invalidità (triennale), in seguito alla cessazione definitiva di ogni attività lavorativa e alla rinuncia alle indennità di disoccupazione. Per il diritto alla pensione d'inabilità servono almeno cinque anni di contributi versati all'Inps (cioè almeno 260 contributi settimanali) dei quali tre (ossia 156 contributi settimanali) nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda. La legge di stabilità 2013 (art. 1, comma 240, della legge n. 228/2012), spiega l'Inps, ha previsto che per i soggetti iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria (dipendenti, autonomi, gestione separata dei parasubordinati) e alle forme sostitutive ed esclusive, la pensione d'inabilità è liquidata tenendo conto di tutti i contributi utili, ancorché i lavoratori abbiano maturato i requisiti contributivi per la pensione d'inabilità in una delle predette gestioni.

Soggetti interessati. L'Inps spiega che la novità si applica ai lavoratori privati che presentino domanda di pensionamento a partire dal 1° gennaio, mentre nel caso di lavoratori pubblici (ex Inpdap) a coloro che cessano dal servizio dalla predetta data. La novità si applica anche a coloro che siano già titolari di assegno di invalidità e chiedano il riconoscimento della pensione d'inabilità a partire dal 1° gennaio; mentre non si applica ai lavoratori che, pur titolari di assegno ordinario d'invalidità, abbiano ottenuto il riconoscimento dello stato d'inabilità entro il 31 dicembre 2012.

La contribuzione «disponibile». Per contribuzione disponibile ai fini della liquidazione della pensione d'inabilità, spiega l'Inps, va intesa quella non utilizzata per la liquidazione di una qualsiasi pensione. Tra l'alto non è disponibile l'eventuale contribuzione utilizzabile per la liquidazione di supplementi di pensione. Inoltre, in caso di coincidenza dei periodi contributivi delle diverse gestioni, degli stessi se ne può tenere conto una sola volta.

La domanda. In via ordinaria il lavoratore presenta la domanda di pensione d'inabilità all'istituto cui da ultimo è iscritto; in presenza di più iscrizioni, il lavoratore può scegliere la gestione presso cui presentare la domanda. Infine, l'Inps precisa che la domanda di pensione d'inabilità può contenere, in subordine, la richiesta di assegno ordinario d'invalidità. In tal caso, se la pensione non è liquidata, il fascicolo è trasmesso d'ufficio dalla gestione che non prevede l'erogazione dell'assegno di invalidità a quella in cui, invece, sia previsto.

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