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Poteri speciali su asset strategici

del 04/10/2013
di: di Andrea Mascolini
Poteri speciali su asset strategici
Via libera al dpcm che ammette l'utilizzo dei poteri speciali sugli assetti societari anche per le reti e gli impianti destinati a servizi pubblici nel campo dell'energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni, ivi comprese le reti a banda larga e ultra larga. È positivo il parere del Consiglio di stato emesso il 26 settembre (n. 4043) relativamente allo schema di dpcm che amplia l'ambito di applicazione del dpcm 253/2012. In attesa che la prossima riunione del Consiglio dei ministri si occupi di un più organico dpr sulla disciplina della golden share, può quindi andare avanti (pubblicazione in G.U.) il provvedimento sul quale si esprime favorevolmente il Collegio di Palazzo Spada che ha anche lo scopo di fronteggiare gli effetti derivanti delle note vicende di Telecom. Vi era infatti l'urgente necessità, soddisfatta dal decreto, di aggiornare l'individuazione del novero delle attività di rilevanza strategica per il sistema della difesa e della sicurezza nazionale ricomprendendo in tale nozione anche le reti e gli impianti utilizzati per la fornitura dell'accesso agli utenti finali dei servizi rientranti negli obblighi del servizio universale e dei servizi a banda larga e ultra larga. Nel parere si afferma la coerenza della scelta del governo rispetto all'obiettivo della normativa primaria, che è quello di salvaguardare l'integrità e la proprietà nazionale dei sistemi tecnologici essenziali alla difesa e alla sicurezza nazionale, «la cui rilevanza sulla difesa e sicurezza nazionale è inevitabilmente destinata ad accrescersi costantemente». Dando quindi il via libera al testo, composto peraltro da un solo articolo, giudici invitano il governo, per future eventuali situazioni che richiedano un intervento immediato per tutelare gli interessi della difesa e sicurezza nazionale, a considerare l'opportunità di inserire una disposizione «di chiusura» che autorizzi il governo, nei tre settori oggetto della disciplina di rango primario (dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni di cui al dl n. 21/2012), «ad assumere atti urgenti qualora un nuovo atto pregiudizievole per l'interesse nazionale si sviluppi in tempi tanto ristretti da non consentire l'immediata integrazione della norma regolamentare a situazioni che per la complessità dei settori stessi potrebbero essere imprevedibili o impreviste».
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