Consulenza o Preventivo Gratuito

Bonus 65%, conta la sismicità

del 04/10/2013
di: di Fabrizio G. Poggiani
Bonus 65%, conta la sismicità
Sì alla detrazione del 65% per gli interventi di ristrutturazione, che il terremoto ci sia stato oppure no, purché le costruzioni, abitative o produttive, si trovino in aree sismiche. Con la conversione in legge del dl n. 63/2013 (legge n. 90/2013) è stato inserito il comma 1-bis, all'art. 16, in base al quale è possibile fruire della detrazione del 65% delle spese sostenute, fino al prossimo 31 dicembre, per l'adozione di misure antisismiche (solo per quelle riferibili alle autorizzazioni avviate dopo il 4/8/2013) su edifici adibiti ad abitazione principale o ad attività produttive ricadenti nelle aree sismiche ad alta pericolosità, di cui all'ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20/03/2003 (codici 1 e 2, allegato «A»).

Come indicato dalla stessa Agenzia delle entrate (circ. 29/E/2013 § 2.2) «per tipo di utilizzo, rileva la circostanza che la costruzione sia adibita ad abitazione principale o ad attività produttiva, con ciò privilegiando gli immobili in cui è maggiormente probabile che si svolga la vita familiare e lavorativa delle persone» tenendo conto, ulteriormente, che «per costruzione adibita ad abitazione principale s'intende l'abitazione nella quale la persona fisica o i suoi familiari dimorano abitualmente» secondo la nozione «rilevante» ai fini dell'imposizione diretta (Irpef).

Di conseguenza, per quanto concerne le costruzioni adibite ad attività produttive si deve far riferimento a quelle unità in cui vengono esercitate attività agricole, professionali, produttive, commerciali e non commerciali.

Con riferimento all'ambito di applicazione l'Agenzia delle entrate ha fornito i relativi chiarimenti (circ. n. 29/E/2013) confermando che l'agevolazione spetta per tutti quegli interventi destinati alla messa in sicurezza statica (parti strutturali), nonché alla redazione della documentazione obbligatoria di convalida della raggiunta sicurezza statica e per la realizzazione degli interventi necessari per il rilascio della detta documentazione.

La detrazione è pari al 65% delle spese sostenute fino a un massimo di 96 mila euro (62.400 euro) per ciascuna unità immobiliare facente parte dell'edificio, da spalmare in dieci quote annuali di pari importo, per un ammontare annuale massimo di 6.240 euro, stante il rinvio alle disposizioni contenute nella lett. i), comma 1, dell'art. 16-bis, dpr n. 917/1986 (Tuir).

Per quanto si evince anche dal documento di prassi citato (circ. 29/E/2013) la detrazione può essere fruita anche dai soggetti Ires con questa differenziazione: se si tratta di opere eseguite su abitazioni principali o su immobili produttivi (capannoni, negozi, depositi e quant'altro) la detrazione spetta fino alla fine dell'anno nella percentuale del 65%, mentre se si tratta di unità abitative residenziali diverse (seconde case, in particolare) o unità collocate in altre aree (codici 3 e 4, allegato «A») la detrazione si applica nella misura più ridotta del 50%.

Non risultano rilevanti, ai fini della fruibilità, la categoria catastale dell'unità immobiliare, la presenza effettiva di danni da eventi sismici e la dichiarazione di area sismica, ma soltanto il tipo di utilizzo (abitazione principale o unità produttiva) e la collocazione territoriale all'interno delle zone ad alta pericolosità.

Di conseguenza, gli interventi indicati beneficiano della detrazione maggiorata del 65% se l'unità abitativa risulta collocata in area individuata ad alta pericolosità, senza la necessità che gli enti territoriali o lo stato abbiano individuato tale area come zona colpita da tali eventi.

Nel caso in cui l'abitazione, pur essendo di fatto collocata in area sismica, non risulti inserita nelle zone di cui ai codici «1» e «2» del citato allegato «A», il contribuente potrà comunque fruire della detrazione del 50% (o, a regime, del 36%). Come detto, beneficiari della detrazione sono tutti i contribuenti Irpef e Ires a condizione che abbiano sostenuto le spese per gli interventi agevolabili indicati in precedenza, che le dette spese siano rimaste a loro carico e che possiedano o detengano l'immobile in conformità a un titolo idoneo (proprietà, diritto reale, locazione, comodato o altro). Per la fruizione del bonus, in assenza di disposizioni specifiche, si rendono applicabili quelle riferite agli interventi indicati nella lett. i), comma 1, art. 16-bis del Tuir ovvero pagamento con modalità tracciate (bonifici parlanti) e conservazione della documentazione indicata dal provvedimento 2/11/2011 (abilitazioni amministrative, ricevute Ici/Imu, fatture e ricevute fiscali, bonifici e quant'altro).

© Riproduzione riservata

vota