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Il blocco agli ogm resiste ancora

del 19/03/2010
di: di Luigi Chiarello
Il blocco agli ogm resiste ancora
Strada sbarrata agli ogm. Ieri la commissione permanente sulle sementi geneticamente modificate, costituita dai membri delle Politiche agricole, della Salute, dell'Ambiente e dai rappresentanti di alcune regioni (Basilicata, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Toscana e Veneto), si è riunita a Palazzo dell'agricoltura. E ha detto no alla coltivazione di ogm in Friuli (e nel resto d'Italia), a seguito della decisione del Consiglio di stato n. 183 del 19 gennaio scorso, sezione VI (si veda ItaliaOggi del 30/1/2010). Rispondendo a un ricorso per blocco delle autorizzazioni alla semina, presentato dall'agricoltore Silvano Dalla Libera (vicepresidente Futuragra), i giudici di palazzo Spada avevano sancito il principio del «vietato vietare gli ogm»; consideravano cioè illegittimo lo stop generalizzato al transgenico, in attesa dei piani di coesistenza delle regioni. Di più: secondo il Cds, l'inadempienza delle regioni in materia «non può far venire meno l'obbligo di istruzione e conclusione dei procedimenti autorizzatori». Anche perchè il blocco dei lasciapassare a coltivare ogm «espone lo stato italiano a responsabilità sul piano Ue», visto che non applica nell'ordinamento nazionale un principio imposto dal diritto comunitario. Né da via libera alla messa in coltura di varietà di mais transgenico iscritte nel catalogo comune europeo. Così, il Cds aveva «ordinato all'amministrazione di concludere il procedimento autorizzatorio» e di arrestare la moratoria. Nonostante ciò, ieri la commissione sementi - per altro prevista da un dlgs, il 212/2001, che pare non sia mai stato notificato a Bruxelles - ha pronunciato un niet bulgaro (all'unanimità) alla richiesta di Silvano dalla Libera di coltivare mais transgenico. ItaliaOggi ha chiesto di leggere le motivazioni del no, ma il ministero delle politiche agricole ha risposto picche. A riguardo, va ricordato che il Cds nella decisione del 19 gennaio aveva chiesto contezza delle cause scientifiche che giustificano la reiterazione del blocco agli ogm, da parte dell'esecutivo. Il capo del dicastero, Luca Zaia, invece si è limitato a spiegare che «è prevalso il principio di cautela, che finora ha caratterizzato la politica agricola del paese». Zaia ha anche annunciato che oggi firmerà il decreto di blocco delle coltivazioni (la commissione sementi ha infatti solo un ruolo consultivo); decreto che poi spedirà alla controfirma dei ministri della salute e dell'ambiente. Resta, dunque, inevasa la richiesta di chiarezza del Cds, che impone fin da subito trasparenza sulle motivazioni della commissione sementi. Alla luce dei fatti, la spiegazione del ministro appare risicata. Il governo, col nuovo decreto Zaia, non solo entrerà in conflitto col Consiglio di stato, ma metterà ancora una volta l'Italia di traverso rispetto alle norme Ue. Una situazione, che impone trasparenza in relazione alle motivazioni della commissione sementi, che dovrebbero essere subito di dominio pubblico. Di questa esigenza, ItaliaOggi si è fatta interprete, ma il Mipaaf ha messo la sordina. Detto ciò, da una ricostruzione giornalistica sembra che la motivazione ufficiale del no sia da ricondurre al fatto che non ci sono elementi sufficienti per esprimere parere positivo. La regione Friuli avrebbe presentato alla commissione una relazione su sistemi agrari, agricoltura di qualità e venti. In base a questo report, la commissione, presieduta dal capo dipartimento Mipaaf, Giuseppe Nezzo, ha ritenuto che non ci fosse certezza «sulla possibilità di garantire coesistenza».
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