Consulenza o Preventivo Gratuito

Non sarebbe il caso di fermarsi?

del 04/10/2013
di: La Redazione
Non sarebbe il caso di fermarsi?
Non sarebbe il caso di fermarsi con il redditometro finché si è in tempo? Con questo strumento lo Stato si propone di verificare il rapporto esistente tra la capacità di spesa dimostrata e il reddito dichiarato. Ma è il contribuente a essere chiamato a far valere le proprie ragioni perché il Fisco ha deciso di abbandonare il vecchio metodo dell'accertamento ex cathedra nell'evidente intento di non esporsi ad un contenzioso ad alto rischio (la dottrina dominante distingue l'accertamento sintetico in senso stretto dall'accertamento reddito metrico). Non a caso la Cassazione e la Corte dei conti hanno già espresso la loro perplessità con pregnanti argomentazioni giuridiche. La Suprema corte in alcune sentenze ritiene che l'accertamento reddito metrico si fondi su presunzioni di mera valenza indiziaria (a tanto si rifà, per esempio, la sentenza n. 23554/2012). La Corte dei conti, che per sua natura vigila sull'andamento contabile dell'Erario, poi, rincara la dose e ritiene non utile questo strumento. A ciò si aggiunga che anche il Garante della privacy vuole vederci chiaro e sembra che a breve l'Organo di controllo farà conoscere le proprie determinazioni, ma è già noto che sono sotto osservazione la costruzione dei profili dei contribuenti e l'attribuzione delle spese, come pure è nel mirino la qualità dei dati presenti nell'Anagrafe tributaria. Ora, posto che l'evasione fiscale è sicuramente una piaga sociale e fa il paio con l'altro triste fenomeno della corruzione, non è difficile capire che tanti acquisti di beni costosissimi sono incontrollabili perché coincidono il comune interesse del compratore e del venditore di rimanere nell'ombra (per esempio è impossibile scoprire che un rosticciere ha speso in un anno 10 mila euro in abbigliamento, avendo dichiarato un reddito di pari importo, se il commerciante cui si rivolge ha la stessa sua esigenza di non comparire). In definitiva, al di là del responso degli organi di controllo, pur negativi, non farebbe bene il Fisco a rivedere i suoi piani prima che si tramutino nell'ennesimo fallimento? Il Fisco se vuole essere efficiente deve avere il controllo del territorio, rivedere la tracciabilità dei pagamenti, ridurre al lumicino la circolazione del contante (specialmente in quei settori ritenuti a rischio). Di solito le terapie sbagliate o insufficienti non curano le malattie gravi, anzi, le peggiorano.

Pietro Paolo Boiano vicesegretario generale Dirstat

vota