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Cessione d'azienda accerchiata

del 19/03/2010
di: di Alessandro Felicioni
Cessione d'azienda accerchiata
La cessione d'azienda accerchiata dalle norme antielusive; non solo la disposizione classica di cui all'articolo 37-bis del dpr n. 600/73 ma anche quella specifica in tema di imposta di registro condiziona l'operazione straordinaria e i suoi riflessi fiscali. Lo studio n. 81-2009/T del Consiglio nazionale del Notariato interviene sull'evoluzione della disciplina fiscale della cessione d'azienda anche a seguito delle modifiche che hanno interessato altri settori del diritto quali quello societario e fallimentare.

Da sempre le implicazioni tributarie del trasferimento d'azienda hanno dato vita a numerose problematiche relative ai principali tributi cui l'operazione può essere assoggettata: dall'imposta di registro, in alternativa con l'Iva, al trattamento ai fini delle imposte dirette. Su quest'ultimo versante, in particolare, le ripetute riforme della tassazione delle operazioni straordinarie hanno determinato notevoli incertezze e diffidenze verso l'operazione; specie se si considera l'inasprimento degli interventi amministrativi in chiave antielusiva nel settore delle operazioni straordinarie con l'ingresso, a tutti gli effetti, nell'ordinamento tributario interno del principio di matrice comunitaria dell'abuso di diritto.

Peraltro le parallele riforme del diritto societario e fallimentare impongono una nuova rivisitazione dei profili fiscali della cessione d'azienda anche da parte del consiglio nazionale del notariato, il cui ultimo studio sul tema, (studio 158-bis approvato il 4 dicembre 1993), appare ormai datato.

In linea generale, a prescindere dal settore impositivo interessato, lo studio individua tre problemi di fondo: il primo legato al fatto che, soprattutto ai fini dell'applicazione dell'imposta di registro, la disciplina fiscale tende a configurare una continuità oggettiva del trasferimento di singoli beni proprio per inquadrare nell'ambito della cessione d'azienda anche operazioni su singoli beni protratte nel tempo e caratterizzate dal mutamento del soggetto titolare del complesso stesso. Secondariamente lo studio si sofferma sul fatto che la giurisprudenza, anche di legittimità, e l'amministrazione finanziaria, adottino linee di condotta ed orientamenti che finiscono per moltiplicare i presupposti tassabili, colpendo i soggetti coinvolti nell'operazione sulla base di interpretazioni difformi, modellate solo sulle esigenze erariali. Si assiste così a scomposizioni di cessioni formalmente unitarie e ad opposti accorpamenti di operazioni singole stabiliti sulla base di medesimi principi. In terzo luogo, problemi ovvi sorgono in relazione alla determinazione del prezzo e alla sua ripartizione tra le varie componenti aziendali; sia per i profili relativi alla tassazione e all'accertamento a carico del soggetto cedente, sia per individuare la corretta valutazione dei cespiti aziendali nella contabilità del soggetto cessionario.

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