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La regione dice sì agli Ogm

del 03/10/2013
di: di Luigi Chiarello
La regione dice sì agli Ogm
«La messa in coltura di varietà di mais iscritto nel catalogo comune europeo è da considerarsi libera»: è quanto la regione Friuli-Venezia Giulia ha affermato in una missiva inviata a Silvano Dalla Libera, maiscoltore e vicepresidente della stessa organizzazione agricola; associazione che si batte per l'introduzione delle biotecnologie nell'agricoltura italiana. La lettera (prot. 1333), datata 23 settembre 2013, è stata inviata dalla Direzione centrale attività produttive, commercio, risorse agricole e forestali, Servizio del Corpo Forestale dello Stato. A firmarla il direttore del servizio, Massimo Stroppa.

Dalla Libera aveva seminato mais Ogm nel suo campo di Vivaro, in provincia di Pordenone appellandosi al diritto vigente e alle pronunce delle Corti di giustizia che si sono susseguite degli ultimi anni. Nella lettera pervenuta ieri, fa sapere Futuragra, la regione ha riconosciuto che la normativa «consente l'impiego di prodotti geneticamente modificati» e che «la messa in coltura di varietà di mais Ogm autorizzate e iscritte al catalogo comune non può essere assoggettata ad una procedura nazionale di autorizzazione». Ma la lettera ha posto dei paletti piuttosto rigidi alla coltivazione. In primis l'obbligo per Della Libera di «osservare gli accorgimenti necessari a evitare la presenza involontaria di ogm in culture convenzionali e biologiche». Nella missiva, che ItaliaOggi pubblica sul proprio sito è contenuta una lunga lista di precauzioni tecniche che l'agricoltore dovrà adottare. Pena «il diserbo dell'appezzamento a mezzo di erbicida ad azione sistemica». Nel frattempo, la regione ordina a Della Libera di «procedere alle operazioni di raccolta entro il 10 ottobre 2013».

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