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Iva al 21%, effetto prolungato

del 02/10/2013
di: di Franco Ricca
Iva al 21%, effetto prolungato
Da ieri l'aliquota ordinaria Iva è passata al 22%. La vecchia aliquota del 21% non va, però, immediatamente in soffitta, ma gode di un'onda lunga che le attribuisce una sorta di ultrattività. Questo anzitutto per effetto dei principi generali del sistema, che prevedono l'applicazione della aliquota previgente alle operazioni effettuate entro il 30 settembre 2013, ancorché fatturate (o accertate) dopo.

Per la stessa ragione, l'aliquota del 21% continuerà a figurare sulle fatture rettificative (o note di variazione) emesse dopo tale data, ma relative ad operazioni effettuate precedentemente. C'è poi il caso particolare, ma non infrequente, dei commercianti al dettaglio che si avvalgono della cosiddetta ventilazione dei corrispettivi, che liquideranno l'Iva al 22% solo dopo che avranno registrato acquisti di merci alla nuova aliquota.

Cessioni di beni con fatturazione differita. È stato già ricordato (si veda ItaliaOggi di ieri) che l'aliquota del 22% si applica alle operazioni effettuate dal 1° ottobre 2013 e che per individuare il momento di effettuazione dell'operazione occorre rapportarsi ai criteri indicati, in via generale, nell'art. 6 del dpr 633/72 e, per alcune fattispecie particolari, in altre disposizioni specifiche (agenzie di viaggio, spettacoli e intrattenimenti, importazioni, acquisti intracomunitari).

In base ai criteri generali, la cessione di beni mobili consegnati entro il 30 settembre 2013 (in assenza di clausole che differiscono l'effetto traslativo della proprietà) soggiace all'aliquota del 21%, anche se la relativa fattura viene emessa successivamente, per esempio avvalendosi della fatturazione differita di cui all'art. 21, quarto comma, lett. a), del dpr 633/72. Questo perché le cessioni di beni mobili si considerano effettuate all'atto della consegna o spedizione. Lo stesso vale se, in relazione ai beni consegnati entro il 30 settembre 2013, la fattura è emessa in ritardo, oppure non è emessa affatto; anche in quest'ultimo caso, infatti, l'amministrazione finanziaria, in sede di accertamento, recupererà l'Iva nella misura del 21%, aliquota vigente al momento dell'effettuazione dell'operazione (oppure quella del 20%, se l'operazione è anteriore al 17 settembre 2011).

Fatturazione differita delle prestazioni di servizi. Occorre prestare attenzione alla fatturazione differita delle prestazioni di servizi. La citata disposizione dell'art. 21, come modificata dal 1° gennaio 2013 dalla legge n. 228/2012, ha esteso la possibilità di emettere la fattura differita anche alle prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione, effettuate nello stesso mese solare nei confronti del medesimo soggetto. Anche in questo caso è ora possibile emettere la fattura cumulativa differita entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione. Bisogna considerare che le prestazioni di servizi (salvo le eccezioni previste per i servizi generici internazionali) si considerano effettuate al momento del pagamento del corrispettivo, indipendentemente dal momento in cui sono rese (o ultimate). Pertanto, in assenza del pagamento (o della fatturazione anticipata spontaneamente), la prestazione, ancorché resa o ultimata, non si considera effettuata ai fini dell'Iva. Tirando le fila del discorso, ha senso parlare di fatturazione differita delle prestazioni solo se queste si considerano già effettuate perché è stato pagato il corrispettivo. Ne discende, quindi, che la fattura che sarà emessa il 15 ottobre in relazione a prestazioni di servizi il cui corrispettivo sia stato pagato entro il 30 settembre, dovrà evidenziare la vecchia aliquota del 21%. In mancanza di pagamento, invece, le prestazioni rese (o ultimate) entro il 30 settembre non si considerano effettuate ai fini dell'Iva, per cui in sede di fatturazione, successiva a tale data, si dovrà applicare l'aliquota del 22%.

Commercio al dettaglio con ventilazione. Alcune categorie di commercianti al dettaglio individuate da apposito decreto ministeriale possono annotare gli incassi giornalieri cumulativamente, senza distinzione in base l'aliquota applicabile. L'imposta dovuta, in sede di liquidazione periodica, sarà determinata ripartendo gli incassi alle varie aliquote (4, 10, 22%) sulla base della composizione degli acquisti. Ad esempio, se gli acquisti all'aliquota del 10% registrati per il periodo sono il 45% del totale, gli incassi saranno imputati nella misura del 45% all'aliquota del 10%. In questo caso, come confermato da ultimo nella circolare n. 45/2011 dell'agenzia, la nuova imposta del 22% sarà liquidata soltanto dopo che (e nella misura in cui) saranno stati contabilizzati acquisti al 22%.

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