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Sostitutiva, avvisi a muso duro

del 02/10/2013
di: di Andrea Bongi e Fabrizio G. Poggiani
Sostitutiva, avvisi a muso duro
Sugli avvisi di irregolarità relativi all'imposta sostitutiva sulle rivalutazioni immobiliari l'Agenzia delle entrate precisa che il versamento in tre rate è legittimo. Ma in realtà molti contribuenti in queste condizioni lamentano di aver comunque ricevuto un avviso bonario.

Dopo l'articolo pubblicato su ItaliaOggi di ieri, diretta conseguenza della segnalazione giunta dall'Associazione Nazionale Commercialisti, in redazione sono arrivate molte mail di contribuenti e professionisti che confermano l'arrivo di avvisi bonari per presunte irregolarità nel versamento dell'imposta. Segnalazioni alle quali le Entrate rispondono con una nota inviata a ItaliaOggi (pubblicata in pagina) che lascia, però, qualche dubbio.

L'Agenzia ribadisce che le uniche modalità di pagamento previste sono l'unica soluzione o le tre rate annuali. Invece i software dichiarativi hanno consentito, nell'ambito di una delle tre rate annuali o dell'unico versamento, l'ulteriore dilazionamento al pari dei saldi e dei primi acconti dovuti sulla base di Unico. La spiegazione è semplice: evidentemente a quel codice tributo non era stato posto un blocco alla rateazione come avviene in altri casi. Sempre con riferimento alla problematica in esame, alcuni professionisti (si veda la lettera pubblicata in pagina) hanno segnalato di avere ricevuto anche avvisi bonari per effetto del differimento del termine del pagamento del debito derivante dalla compilazione della dichiarazione dei redditi (Unico), poiché il pagamento della sostitutiva doveva avvenire il 16 giugno di ogni anno e per determinati (numerosi) anni il pagamento delle imposte, soprattutto per i contribuenti soggetti agli studi di settore, è stato posticipato ai primi giorni di luglio (in genere il 6), con relativo conteggio al 10%. Questo è un ulteriore caso di confusione fiscale e di mancato allineamento tra norme, chiarimenti, istruzioni e comunicati stampa.

In effetti, tornando al problema della rateizzazione ulteriore delle tre rate dell'imposta sostitutiva dovuta per la rivalutazione degli immobili posseduti dalle imprese, di cui al dl 185/2008, la semplice lettura della norma, cui si deve fare sempre riferimento, non pone alcun divieto sull'ulteriore possibile rateazione, come peraltro riportato nella comunicazione delle Entrate.

L'art. 15 del decreto citato afferma, infatti, come l'imposta vada versata “a scelta, in un'unica soluzione entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d'imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita, oppure in tre rate di cui la prima con la medesima scadenza di cui sopra …” ma non dispone l'ulteriore obbligo che tale rata non possa subire l'ulteriore rateizzazione.

Per esempio, se l'ammontare complessivo dovuto, per semplicità, è di 60, per le disposizioni richiamate devo necessariamente dividere lo stesso in tre rate annuali (di 20 ognuna) e ogni rata, stante il termine allineato a quello dichiarativo, la posso ulteriormente suddividere in 5 rate da 4 per un totale di 20 pagate nell'annualità. Un tale atteggiamento è semplicemente conforme al dettato normativo.

Pare insomma di capire, più in generale, e come emerge anche dalle lettere pervenute, che il fisco si ricordi del legittimo affidamento del contribuente e del comportamento concludente di quest'ultimo sanciti appunto dallo Statuto (art. 10, co. 1, legge 27/07/2000, n. 212) solo in certe occasioni.

La recente circolare 27/E delle Entrate invoca proprio tali principi, venendo incontro ai contribuenti rei di aver commesso errori veniali nel ravvedimento operoso o nel versamento degli importi nel cosiddetto “termine lungo”. Ma la rettifica di ieri pare determinare un salto all'indietro. Sancendo la sanzione piena per coloro che, facendo affidamento sulle istruzioni all'utilizzo del codice tributo (l'esempio di compilazione non può essere l'alibi del fisco) e sulla tenuta fiscale dei software dichiarativi, hanno spalmato la sostitutiva in due o più rate mensili nell'anno.

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