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Superbollo effetto boomerang

del 01/10/2013
di: di Valerio Stroppa
Superbollo effetto boomerang
Il superbollo sulle auto di lusso fa diminuire il gettito anziché aumentarlo. A fronte dei 168 milioni di euro attesi dall'addizionale, per il 2012 lo stato ne ha persi 140. La sovrattassa è «dannosa e controproducente» e per questo va abolita. Ad affermarlo sono le sei principali associazioni della filiera dell'automotive (Anfia, Aniasa, Assilea, Federauto, Unasca e Unrae), che in una lettera congiunta al ministero dell'economia chiedono l'eliminazione del prelievo introdotto dal dl n. 98/2011. Nato originariamente per colpire le auto con potenza superiore ai 225 kw (10 euro per ogni kw supplementare), dal 2012 l'applicazione è stata estesa ai veicoli con potenza over 185 kw (20 euro per ciascun kw in più). Ciò ha innescato un forte decremento della domanda: nel 2012 le nuove immatricolazioni sono calate del 35%, contro il -19,8% del mercato auto nel suo complesso, mentre l'usato del 37%. Non solo. L'aggravio fiscale ha anche dato vita a una serie di pratiche elusive per schivare il superbollo: dai «falsi leasing» con targa tedesca o ceca (si veda ItaliaOggi del 27 luglio 2012) all'aumento delle radiazioni per esportazione, con successiva reimmatricolazione del veicolo con targa estera. «In definitiva, oltre a condizionare negativamente il mercato, l'addizionale ha prodotto effetti negativi per l'erario a causa alla riduzione delle immatricolazioni e del parco circolante», evidenziano le sei sigle. Nello specifico, secondo le associazioni lo stato ha visto sfumare 93 milioni di Iva e 13 milioni di superbollo, le regioni 19,8 milioni di bolli auto, le province 5,2 milioni di Ipt e 9 milioni di addizionale Rc auto. Per un totale di 140 milioni di euro. «Appare opportuna e urgente l'abolizione della sovrattassa», conclude la lettera, «anche al fine di fornire al mercato dell'auto un primo segnale di rilancio. Nonostante le evidenti difficoltà del settore, infatti, dal 2009 a oggi il carico fiscale sulla motorizzazione ha continuato a crescere, superando nel 2012 i 72 miliardi di euro». Vale a dire il 17% delle entrate tributarie nazionali. Nei giorni scorsi peraltro il viceministro dell'economia Luigi Casero aveva «aperto» alla cancellazione del superbollo (si veda ItaliaOggi del 17 settembre 2013).
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