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Fisco, raffica di avvisi bonari

del 01/10/2013
di: di Andrea Bongi e Fabrizio G. Poggiani
Fisco, raffica di avvisi bonari
Raffica di avvisi bonari ai contribuenti che hanno optato per la rateazione dell'imposta sostitutiva sulle rivalutazioni immobiliari. L'Agenzia delle entrate ha contemplato per il tributo in questione, codice 1824, la facoltà di rateizzarne il versamento, decisione a cui le software house si sono uniformate prevedendo la funzione di rateizzazione dell'imposta sostitutiva secondo quanto accade per le imposte relative al modello Unico. Adesso, invece, la scelta della forma rateale pare essere considerata un comportamento sanzionabile equivalente al ritardato versamento. Da qui gli avvisi che stanno raggiungendo moltissimi contribuenti. La denuncia arriva dall'Anc, Associazione nazionale commercialisti, il cui presidente Marco Cuchel sollecita «un intervento chiarificatore da parte dell'Amministrazione finanziaria, in grado di mettere fine a questa specifica situazione», e richiama l'attenzione del legislatore «sull'importanza di far sì che tutti i provvedimenti, con particolare riferimento a quelli che interessano la fiscalità, siano improntati alla chiarezza, univocità e certezza». Il problema nasce dal fatto che il fisco è intransigente nei casi in cui il versamento delle imposte sostitutive, in particolare quelle sulle rivalutazioni immobiliari, avviene in più soluzioni all'interno della stessa annualità. In questo caso, infatti, scatta l'avviso bonario, qualificando il versamento in più soluzioni come un vero e proprio ritardato versamento. Al contrario, invece, i software dichiarativi e le società produttrici, stanno giustificando la rateazione che viene effettuate, poiché codice tributo 1824, è la stessa Agenzia delle entrate ad aver attribuito la possibilità del versamento in forma rateale.

Fra due fuochi i professionisti. Dato che gli avvisi bonari recano unicamente sanzioni per ritardato versamento, capita spesso che il contribuente finisca per imputare direttamente al suo consulente la responsabilità dell'errore. Il professionista dal canto suo si ritiene esente da colpa perché è lo stesso software dichiarativo che gli permette di rateizzare l'imposta sostitutiva dovuta, con le stesse modalità con le quali si è rateizzato il saldo o il primo acconto delle imposte dovute sulla base del modello Unico.

Il sistema telematico di controllo e liquidazione dei modelli Unici, inoltre, è impietoso infatti, se trova una discordanza fra la cifra complessiva e l'effettivo versamento, il sistema fa partire in automatico la segnalazione di irregolarità. Segnalazione che calcola la sanzione in misura pari a un decimo di quanto versato per ogni singola rata e che, se non regolarizzata nei trenta giorni successivi, si trasforma in un'iscrizione a ruolo dell'intera sanzione in misura del 30%.

La fonte della questione. Tutto nasce da un errore interpretativo, giacché l'imposta sostitutiva in questione può essere versata in unica soluzione oppure in tre rate annuali. Infatti, il versamento delle imposte sostitutive doveva essere eseguito in unica soluzione entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dell'esercizio, ovvero, a libera scelta del contribuente, in tre rate: la prima, con la stessa scadenza di quella del versamento in unica soluzione, la seconda e la terza rispettivamente entro il termine del versamento a saldo delle imposte sui redditi dei due esercizi successivi. Gli importi da versare, sia per l'imposta sia per gli eventuali interessi, potevano essere oggetto di compensazione, ai sensi delle disposizioni contenute nel dlgs 241/1997. Secondo l'Agenzia delle entrate (circolare 11/E/2009), la rivalutazione si perfeziona con l'indicazione dei maggiori valori nella dichiarazione dei redditi; di conseguenza, l'eventuale omesso, insufficiente o ritardato versamento dell'imposta sostitutiva non fa saltare la rivalutazione, ma permette la sola iscrizione a ruolo degli importi, fatta salva la possibilità di beneficiare del ravvedimento nei termini di legge. Semplicemente, consultando il motore di ricerca guidata sull'utilizzo dei codici tributo all'interno del sito delle Entrate, digitando il codice tributo 1824, si ottiene la schermata riprodotta in tabella: «l'importo a debito», si legge nelle istruzioni, «può essere versato in forma rateale». In questo caso, quindi, si spiegano gli avvisi bonari in arrivo mentre si spiegano invece le motivazioni per cui i software hanno consentito la rateazione dell'imposta sostitutiva anche già rateizzata, allo stesso modo delle altre imposte dovute sulla base di Unico.

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