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Conroversia: Iva non è un costo deducibile

del 01/10/2013
di: Vincenzo Cristiano
Conroversia: Iva non è un costo deducibile
L'Iva esposta e addebitata in fattura a titolo di rivalsa, ai sensi dell'art. 18, dpr 633/72, che non venga successivamente versata dal cessionario al cedente, non risulta deducibile da quest'ultimo ai fini reddituali. Lo ha stabilito la Ctp di Alessandria, con sentenza n. 53/13. Ripercorrendo i fatti in controversia, il caso concerne una società che aveva emesso fatture a favore di un soggetto stabilito in Romania. La società aveva qualificato le operazioni come intracomunitarie, ex art. 41, dl 331/1993 esponendo, così, l'imposta. Tuttavia, a seguito di controlli, l'amministrazione finanziaria aveva ravvisato l'erroneità del titolo di non imponibilità, poiché il cliente non era un soggetto passivo (business) ma persona fisica (consumer). Erroneamente la società italiana procedeva allo storno delle fatture mediante emissione di nuova documentazione a titolo di rivalsa, ai sensi dell'art. 18, dpr 633 del 1972. Nel frattempo, la persona fisica si era resa irreperibile, con conseguente accollo dell'Iva a carico della società che, nella convinzione di qualificare il mancato pagamento quale fatto straordinario ed imprevedibile, riteneva la perdita una sopravvenienza passiva ex art. 101, comma 4 del Tuir. I giudici di primo grado, avallando le osservazioni della dogana, sostengono che a ben vedere l'imposta era dovuta ad origine stante la natura delle operazioni intercorse con una persona fisica, sicché il mancato versamento da parte del cessionario (consumer) non costituiva un evento straordinario ed imprevedibile e, di conseguenza, escludendo la qualificazione di una sopravvenienza passiva. In sostanza, richiamando l'art. 99, dpr 917/86, veniva riconosciuta la valenza dell'obbligo di rivalsa dell'Iva, solo nei casi di applicazione del normale sistema di fatturazione. Ne discende, per l'effetto, la mancata deduzione ai fini reddituali.

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