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Calano i consumi, la ricetta della Lapet per la ripresa

del 28/09/2013
di: La Redazione
Calano i consumi, la ricetta della Lapet per la ripresa
Nel secondo semestre 2013 il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e del 2,1% rispetto al secondo trimestre del 2012. I dati Istat registrano un -3,2% della spesa delle famiglie sul territorio nazionale, in particolare, gli acquisti di beni durevoli sono diminuiti del 7,1%, gli acquisti di beni non durevoli del 3,3% e gli acquisti di servizi dell'1,8%. In particolare, si registra una flessione del 7,5% degli investimenti in costruzioni e del 5,4% della spesa in macchinari e altri prodotti… La Lapet pertanto, come già ha avuto modo di evidenziare (si veda Italia oggi del 22 giugno 2013), torna a suggerire tutte quelle misure capaci di controbilanciare i minori introiti per lo Stato derivanti dall'abolizione dell'Imu o dallo stop all'aumento dell'Iva.

«In primis una politica monetaria espansiva», suggerisce Falcone. «Rendendo infatti disponibile il circolante monetario si generano maggiori consumi, quindi più produzione e di conseguenza più occupazione. Sarebbe opportuna anche l'introduzione dell'imposta patrimoniale sui patrimoni di una certa rilevanza, da 2 milioni di euro in su, per esempio. Ed ancora si potrebbe intervenire sui costi della burocrazia e sulla riduzione della spesa pubblica improduttiva dello Stato, riducendo o eliminando ad esempio, dove possibile, le indennità pubbliche».

Per altro, fin da tempi non sospetti, l'associazione aveva proposto il Fattore Famiglia, lo strumento grazie al quale, detassando le famiglie più numerose è possibile incrementare i consumi nei settori più importanti (abitazione, elettrodomestici, automobili, ecc.) e quindi riaccendere l'economia. Argomento quest'ultimo al centro dell'attenzione anche della recente settimana sociale promossa dalla Cei, titolata proprio La famiglia, speranza e futuro per la società italiana.

«È chiaro che in una situazione in cui la crisi economica morde ancora, ogni ulteriore forma di aumento dell'imposizione fiscale provoca l'ulteriore contrazione delle entrate, senza considerare la possibile espansione della piaga dell'espansione fiscale. Le conseguenze pertanto sono drammatiche per tutti: cittadini, imprese e per lo stesso Stato».

Con fiducia Falcone continua: «Al fine di scongiurare tali rischi, seguiteremo a mettere a disposizione tutta la nostra professionalità ed esperienza».

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