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Asili, solo i dati necessari

del 28/09/2013
di: di Antonio Ciccia
Asili, solo i dati necessari
Il comune non può raccogliere una quantità eccessiva di dati per l'inserimento nell'asilo nido. Soprattutto se le informazioni non sono richieste dal regolamento comunale e, quindi, non fanno acquisire punteggi nella graduatoria di accesso alla scuola. Lo ha precisato il Garante della privacy con il provvedimento n. 273/2013, reso noto attraverso la newsletter del collegio, presieduto da Antonello Soro, del 27 settembre 2013. Il Garante, inoltre, si è occupato di accesso dei consiglieri regionali e di ricerca medica.

Asili nido. Non risulta giustificato chiedere di dichiarare nei moduli per l'accesso all'asilo nido il motivo di assenza di uno dei genitori dal nucleo familiare e anche la presenza di un procedimento di affido o adozione in corso. Medesimo divieto vale per l'origine straniera di uno o entrambi i genitori, con l'indicazione dell'anno di ingresso in Italia, così come per la professione o la scuola frequentata da eventuali altri figli componenti il nucleo familiare. Anche i dati sui nonni sono superflui e, quindi, il comune deve astenersi dal chiedere il nome, il cognome, la data di nascita, la residenza dei nonni del minore e se, risultano residenti nel territorio del comune, anche l'occupazione, l'orario settimanale di lavoro, lo stato di salute e l'invalidità. La preclusione nasce dal fatto che non possono essere richieste notizie diverse e ulteriori rispetto a quelle utili alla predisposizione della graduatoria di ammissione all'asilo. Tutto quello che non serve ad attribuire punteggi e che non è previsto nel regolamento comunale non può essere chiesto nel modulo di iscrizione. Si noti che, comunque, la legge non stabilisce il diritto all'anonimato e che il comune è autorizzato a chiedere tutti i dati necessari o indispensabili (per i dati sensibili) per lo svolgimento dell'attività.

Consiglieri regionali. I politici regionali hanno ampia facoltà di conoscenza degli atti e documenti trattati dall'ente, ma devono limitarsi a chiedere documenti strettamente pertinenti il mandato elettivo. Il Garante ha dato parere favorevole all'integrazione del regolamento tipo sul trattamento dei dati sensibili effettuato dai consigli e dalle assemblee legislative delle regioni e delle province autonome (si veda ItaliaOggi del 20 agosto 2013). Nel parere, il Garante, indica prescrizioni per il caso di richieste di accesso da parte dei consiglieri, al fine di evitare strumentalizzazioni ai danni della riservatezza delle persone individuate negli atti regionali. Nei regolamenti è necessario integrare la descrizione del trattamento specificando che le richieste dei consiglieri delle regioni e delle province autonome possono essere legittimamente accolte soltanto se risultino, appunto, utilmente ricondotte alle esclusive finalità di rilevante interesse pubblico «direttamente connesse all'espletamento di un mandato elettivo». Inoltre i consigli e le assemblee legislative devono adottare modalità tali da assicurare che l'accesso del consigliere sia esercitato, in concreto, in modo da comportare il minor pregiudizio possibile alla vita privata delle persone cui si riferiscono i dati contenuti nei documenti oggetto dell'istanza di accesso. Il Garante aggiunge che i dati personali eventualmente acquisiti dal consigliere possono essere utilizzati per le sole finalità realmente pertinenti al mandato.

Informativa medica. Il Garante, con il provvedimento 359/2013 ha autorizzato l'Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas) a fornire un'informativa semplificata ai pazienti coinvolti in un progetto di ricerca che mira a costruire e a verificare nuovi algoritmi per individuare i malati con patologie complesse e croniche (cardiopatia ischemica, demenza, diabete, ipertensione e scompenso cardiaco). L'informativa dovrà essere pubblicata su quotidiani, sui siti delle Asl interessate, e illustrata dai medici di base anche a mezzo di depliant affissi e distribuiti nei loro studi.

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