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No al fotovoltaico solo se deturpa

del 28/09/2013
di: di Cinzia De Stefanis
No al fotovoltaico solo se deturpa
Per negare l'installazione di un impianto fotovoltaico sulla sommità di un edificio bisogna dare la prova dell'assoluta incongruenza delle opere rispetto alle peculiarità del paesaggio. Non è, pertanto, ammissibile una valutazione astratta e generica non supportata da un'effettiva dimostrazione dell'incompatibilità paesaggistica dell'impianto. Questo è quanto afferma il Tar Veneto – sezione seconda – con la sentenza 13 settembre 2013, n. 1104. I giudici hanno annullato il provvedimento di diniego emesso dalla Soprintendenza, perché al suo interno non esiste alcun riferimento alla metratura o al posizionamento dell'impianto e risulta del tutto assente l'individuazione e la menzione di un elemento del paesaggio e dell'ambiente circostante che - si legge nel provvedimento dei tecnici - risulterebbe alterato. Inoltre nelle motivazioni della senza i giudici sostengono che «attualmente la presenza di pannelli sulla sommità degli edifici, pur innovando la tipologia e la morfologia della copertura, non deve più essere percepita soltanto come un fattore di disturbo visivo, ma anche come un'evoluzione dello stile costruttivo accettata dall'ordinamento e dalla sensibilità collettiva. La Soprintendenza ha argomentato il proprio parere affermando l'esistenza di un'incompatibilità con il paesaggio «in quanto gli elementi da installare risulterebbero, in ordine alla posizione, alle dimensioni, alle forme, ai cromatismi, al trattamento superficiale riflettente, estremamente stridenti rispetto all'ambito nel quale si collocano e tali da alterare in modo negativo la visione del contesto paesaggistico circostante». La semplice lettura della motivazione sopra citata consente affermano i giudici di rilevare come la valutazione, pur espressione di un potere di discrezionalità tecnica, sia del tutto apodittica e generica, in quanto prescinde dall'esprimere un giudizio riferito, in concreto e all'intervento di cui si tratta.

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