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Errati versamenti, ora contano i fatti

del 28/09/2013
di: di Andrea Bongi
Errati versamenti, ora contano i fatti
Sugli errati versamenti dei contribuenti largo al comportamento concludente. Sono stati finalmente superati gli eccessivi formalismi del passato e sono state recepite le linee interpretative più consone ed in linea con lo statuto del contribuente. Tutto ciò grazie alla recente circolare n.27/e del 2 agosto 2013 con la quale l'Agenzia delle Entrate, superando gli atteggiamenti rigidi tenuti su tali questioni da alcuni uffici locali, ha mostrato particolare attenzione ai principi di equità e proporzionalità sui quali è informato il sistema sanzionatorio amministrativo tributario. Si apre con questa introduzione, di carattere interpretativo, la circolare n.29 diffusa ieri da Assonime interamente dedicata agli errori commessi dai contribuenti in sede di versamenti a titolo di ravvedimento operoso nonché di versamento delle imposte nel c.d. termine lungo.

Errori in sede di ravvedimento. Uno sbaglio, anche lieve, commesso dal contribuente nel calcolo degli importi da versare in sede di ravvedimento operoso non può impedire il perfezionamento dell'istituto. Oggi, dopo la circolare n.27/e, errori del genere non dovrebbero più impedire il perfezionamento, almeno parziale, del ravvedimento. Assonime ricorda come tale perfezionamento sia da intendersi come proporzionato al versamento complessivamente effettuato dal contribuente a prescindere dalla suddivisione dello stesso in tributo, sanzioni ed interessi. Ciò che dovrà prevalere d'ora in poi, auspica Assonime, è che la volontà del contribuente di volersi ravvedere debba sempre prevalere su qualsiasi questione formale, utilizzo dei codici tributo a titolo di sanzione compresi. Per quanto attiene al dies a quo dal quale decorre il termine per effettuare il ravvedimento, si legge nella circolare in commento, l'agenzia ha inoltre precisato che lo stesso andrà individuato, nel caso dei versamenti di Unico, sulla base del termine che si è scelto di eseguire l'originario versamento da ravvedere (16 giugno o 16 luglio). In assenza di versamenti invece il termine da considerare sarà sempre quello senza la maggiorazione, ovvero il 16 giugno.

Errati versamenti nel termine lungo. Anche in questo caso la soluzione interpretativa fornita dalle Entrate con la circolare n.27/e supera i rigidi formalismi del passato e consente di arrivare a soluzioni certamente più in linea con il comportamento del contribuente. In queste situazioni peraltro non si pone nemmeno il problema, meramente formale, di distinguere fra imposte e maggiorazione dello 0,4% a titolo di interesse corrispettivo perché inglobate entrambe nell'unico codice tributo afferente l'imposta stessa. Solo sulla differenza fra quanto dovuto entro il c.d. termine lungo e quanto effettivamente pagato dal contribuente si dovrà pertanto applicare, d'ora in avanti, la sanzione per omesso versamento. Stesse conclusioni sono raggiunte nella circolare n.27/e delle Entrate anche in relazione agli errori che i contribuenti possono commettere in sede di versamenti a seguito dell'istituto dell'acquiescenza e della definizione agevolata delle sole sanzioni disciplinati, rispettivamente, dagli articoli 15 del Dlgs n.218/1997 e 17 del dlgs n.472/1997.

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