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Attività all'estero, cade il velo

del 28/09/2013
di: di Giovanni Galli
Attività all'estero, cade il velo
Istruzioni in arrivo sull'autodenuncia tributaria per le attività all'estero. L'Agenzia delle Entrate, in attuazione di quanto previsto nella circolare 25/E del 31 luglio 2013, emanerà istruzioni operative e lo schema-tipo di istanza attraverso la cui presentazione il contribuente potrà aderire al piano di volontaria disclosure di attività economiche e finanziarie illecitamente detenute all'estero.

L'importante novità è stata annunciata ieri a Pavia, nel corso del convegno “Il rientro nella legalità di patrimoni esteri” al quale hanno partecipato i massimi esponenti dell'Agenzia delle Entrate unitamente a magistrati, accademici e professionisti del settore.

Il programma di voluntary disclosure costituisce l'attuazione di quanto auspicato dal Ministero della giustizia nell'ambito della relazione conclusiva della commissione Greco per lo studio sull'autoriciclaggio, del 23 aprile scorso, nella quale si scrive che «Un ulteriore strumento di grande utilità' per la rilevazione di capitali illecitamente esportati e il conseguente incremento dei recuperi a tassazione potrebbe rivelar si l'introduzione di meccanismi di premialita' in favore dei contribuenti che si autodenunciano».

La commissione Greco auspica che tali meccanismi - attualmente non previsti dall'ordinamento italiano - comportino l'obbligo per il contribuente che si autodenuncia di prrovvedere al pagamento per intero delle imposte evase, senza alcuno sconto.

Ben potrebbero essere invece previste un'attenuazione, anche molto sensibile, delle relative sanzioni amministrative con una differenziazione del trattamento sanzionatorio a seconda del momento in cui l'autodenuncia avviene.

Qualora poi l'auto denuncia avvenga prima dell'avvio dell'attività' d'indagine, si potrebbe anche escludere la sanzione penale applicando soltanto quelle amministrative, avendo cura di calibrare l'importo per tenere conto del comportamento collaborativo avuto dal contribuente.

La circolare dell'Agenzia delle entrate 25/e del 31 luglio 2013 demanda all'Unita' centrale per il contrasto dell'evasione Internazionale (Ucifi) «il compito di sperimentare l'azione di contrasto nello specifico settore anche attraverso lo sviluppo di attività volte alla volontaria disco lustre di attività economiche e finanziarie illecitamente detenute all'estero da contribuenti nazionali».

Alla luce di quanto sopra qualche professionista, per conto di propri clienti, ha fatto visita all'Ucifi per verificare tempi, costi e modalità di utilizzo della cita procedura di volontaria disclosure.

Gli attesi chiarimenti da parte dell'amministrazione finanziaria in ordine alla concreta applicazione dei meccanismi premianti, di fatto introdotti nell'ordinamento giuridico con l'articolo 7 della legge 472 del 1997, dovrebbero forse precisare meglio le eventuali coperture penali previste per chi decide di aderire alla procedura nonché le modalità di applicazione della normativa antiriciclaggio, in specie in materia di segnalazione di operazioni sospette, da parte dei professionisti e degli intermediari che con diversi ruoli potrebbero intervenire a financo del contribuente che intende fare pace con il fisco italiano.

Certamente il conferimento di un mandato ad un intermediario italiano (banca o fiduciaria) per la gestione della fiscalità delle attività finanziarie e/o patrimoniali oggetto di volontaria disclosure potrebbe costituire ulteriore elemento di garanzia nei confronti dell'amministrazione finanziaria.

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