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Treni in ritardo, biglietto sempre a rimborso parziale

del 27/09/2013
di: La Redazione
Treni in ritardo, biglietto sempre a rimborso parziale
Anche quando il ritardo è causato da motivi di forza maggiore, i viaggiatori del treno hanno diritto al rimborso parziale del biglietto. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia Ue (sentenza nella causa C-509/11, ÖBB-Personenverkehr AG), specificando che i danni causati dai ritardi devono essere sempre risarciti, qualunque sia il motivo. Secondo la legislazione comunitaria, i viaggiatori hanno sempre diritto al rimborso quando il ritardo è pari o superiore a un'ora, e deve valere almeno il 25% del prezzo totale quando è meno di 120 minuti. Se il ritardo è superiore alle due ore, il rimborso deve essere almeno del 50%. La Corte si è espressa su richiesta della Corte amministrativa austriaca, spiegando che l'esonero per cause di forza maggiore non è previsto dal regolamento comunitario e che il viaggiatore deve sempre essere rimborsato per aver pagato un servizio che non si è rivelato conforme a quanto stabilito. La Corte ha quindi ribadito che un'impresa ferroviaria non può inserire nelle condizioni generali di trasporto alcuna clausola che la esoneri dall'obbligo di indennizzo. Nella sentenza la Corte constata anzitutto che il regolamento non esonera le imprese ferroviarie dall'obbligo d'indennizzo per il prezzo del biglietto qualora il ritardo sia imputabile a un caso di forza maggiore. Rileva poi che le regole uniformi, che esonerano il trasportatore dall'obbligo di risarcimento in caso di forza maggiore, riguardano esclusivamente il diritto dei viaggiatori al risarcimento del danno conseguente al ritardo o alla soppressione di un treno. Al contrario, l'indennizzo previsto dal regolamento, calcolato sulla base del prezzo del biglietto di trasporto, ha una finalità del tutto diversa, ossia quella di compensare il prezzo pagato dal passeggero come corrispettivo per un servizio che non è stato eseguito conformemente al contratto di trasporto. Si tratta inoltre, spiega una nota della Corte, di una forma di compensazione finanziaria di tipo forfettario e standardizzata, a differenza del regime di responsabilità previsto dalle regole uniformi che implica una valutazione individuale del danno subito. Peraltro, poiché questi due regimi di responsabilità sono completamente diversi, oltre all'indennizzo forfettario i viaggiatori possono anche proporre azioni di risarcimento danni a titolo delle regole uniformi. La Corte respinge però la tesi dell'applicazione analogica delle regole relative alla forza maggiore contenute nelle disposizioni sui diritti dei passeggeri che utilizzano altri mezzi di trasporto, quali aereo, nave e autobus. Infatti, poiché le diverse modalità di trasporto non sono intercambiabili quanto alle loro condizioni di utilizzo, la situazione delle imprese che operano nei diversi settori del trasporto non è paragonabile. Ma nel caso dei trasporti su binari, “un'impresa ferroviaria non può inserire nelle proprie condizioni generali di trasporto una clausola che la esoneri dall'obbligo d'indennizzo per il prezzo del biglietto in caso di ritardo causato da forza maggiore”.
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