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Basta bancarelle in piazza Duomo

del 26/09/2013
di: di Marilisa Bombi
Basta bancarelle in piazza Duomo
Il comune di Milano vieta le bancarelle in piazza Duomo, e il Tar gli dà ragione. L'amministrazione comunale, tenuto conto che la direttiva Servizi 2006/123/Ce non consente più la proroga delle concessioni demaniali e con il dlgs 59/2010 questo principio è stato recepito nel diritto interno, ha deciso di riconsiderare complessivamente le concessioni in atto, anche perché la legge consente «… di individuare zone aventi valore archeologico, storico, artistico e ambientale dove l'esercizio del commercio è vietato o sottoposto a restrizioni particolari…». In forza di tale previsione, solo un anno fa, la giunta comunale ha deciso di adottare nuove «modalità operative e criteri sperimentali finalizzati al rinnovo delle concessioni di posteggio extramercato per il commercio su aree pubbliche» distinguendo tra ambiti territoriali sottoposti a vincoli o condizioni per le aree di particolare pregio. In tale contesto sono state individuate le distanze di rispetto e anche le merci da esitare nelle particolari zone. Ciò in quanto ci sono siti di interesse storico/culturale, artistico, architettonico e monumentale che vanno tutelati ed altri che devono essere del tutto inibiti al commercio, per ragioni di pubblico interesse e per la particolare valenza storica/architettonica/culturale ed artistica dell'area interessata. Di conseguenza, a coloro i quali operavano in queste zone non vengono più rilasciate o rinnovate le concessioni di suolo pubblico per il commercio cosiddetto ambulante. Secondo il giudice, negare la possibilità di una proroga della concessione che sarebbe consentita da un'intesa della Conferenza unificata (stato, regioni, comuni) di un anno fa, è coerente con la finalità di una regolamentazione generale delle diverse possibili utilizzazioni del territorio comunale; quando questa risponde alla necessità che le attività economiche e commerciali si svolgano in modo compatibile con il recupero e la riqualificazione del centro della città. Peraltro, ha osservato il Collegio, non c'è alcuna disparità di trattamento con altri operatori. Ciò in quanto anche i venditori di gelato e di caldarroste se ne devono andare altrove. Unica eccezione ammessa: le edicole.

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