Il Fondo di solidarietà. I comuni portano a casa anche l'accordo sulla ripartizione del Fondo di solidarietà che vale 6,7 miliardi di euro cui andranno aggiunti ulteriori 120 milioni di euro come richiesto dall'Anci.
Il fondo sarà alimentato da tutti i comuni, che dovranno cedere allo stato il 30,75% del proprio gettito Imu standard complessivo. Si tratta di una percentuale più bassa di quella stimata dall'Ifel (37,15%), che però si riferiva ad una base di calcolo più ridotta, ovvero l'Imu sugli immobili diversi dall'abitazione principale. In ogni caso, la diversa metodologia non modifica l'ammontare complessivo delle risorse standard comunali. Non tutti i comuni saranno, invece, beneficiari del fondo, che andrà solo a ristorare quelli che (al netto dei tagli imposti dalla «spending review») hanno subito (sempre a livello di risorse standard, ovvero Imu standard più fondo) una perdita rispetto allo scorso anno. In alcuni casi, il fondo risulta superiore alle stime in quanto la differenza sarà trattenuta dai riversamenti dell'Imu. Per questo, l'Ifel consiglia di iscrivere l'Imu a bilancio già al netto della quota da devolvere al fondo. In alternativa, si può lasciare invariata la previsione e aprire un capitolo in spesa per il versamento al fondo.
Virtuosità. Sempre ieri, infine, la Conferenza stato, città e autonomie locali ha sancito lo stop anche per il 2013 ai cd parametri di virtuosità, già prevista dal dl 102 per il 2014. Per quest'anno, quindi, province e comuni potranno ricalcolare i propri obiettivi di Patto applicando il coefficiente minimo previsto dalla legge (ovvero 12% per i comuni sotto i 5 mila abitanti, 14,8% per gli altri comuni e 18,8% per le province), anziché quello maggiorato di un punto percentuale. «Se per quest'anno il provvedimento è sospeso, sempre più l'argomento resta all'ordine del giorno», ha commentato il vicepresidente vicario dell'Anci e sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo. «Come comuni abbiamo ribadito di voler essere protagonisti di questa fase di riforma e, in questo senso, ci aspettiamo anche nei prossimi giorni una convocazione dal Tesoro per costruire la service tax in modo condiviso». Il presidente dell'Anci, Piero Fassino, ha espresso soddisfazione per la firma del decreto, ma non ha mancato di sottolineare come debbano giungere a rapida soluzione altre due questioni di fondo poste dall'Anci: il differimento del termine per l'approvazione delle delibere di riequilibrio di bilancio e la proroga del termine per l'utilizzo dell'anticipazione di tesoreria. «Su questi punti sollecitiamo il governo a intervenire al più presto, utilizzando per esempio, il decreto in materia di Iva in via di predisposizione».
