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Avviso 03/09, un boom di richieste

del 18/03/2010
di: La Redazione
Avviso 03/09, un boom di richieste
Boom di richieste per le attività formative corsuali e seminariali di Fondoprofessioni. A fronte di 3 milioni di euro messi a disposizione dall'avviso 03/09, presentato lo scorso dicembre a Firenze, la richiesta di contributi arrivata a Fondoprofessioni ha superato gli 8,5 milioni di euro, quasi tre volte le risorse previste dal bando. Sono i primi dati resi noti dal Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua negli studi professionali e nelle aziende collegate, che ha ammesso 261 piani per le azioni corsuali e 49 per le azioni seminariali presentati dagli enti attuatori. «La richiesta formativa del sistema professionale è in costante crescita», commenta Massimo Magi, presidente di Fondoprofessioni. «Da un paio di bandi a questa parte, abbiamo notato che, a fronte di allocazione di determinati fondi, la domanda ha superato mediamente due-tre volte le risorse disponibili. È sicuramente un elemento positivo, ma anche una responsabilità che accogliamo per venire incontro alle esigenze formative degli studi e dei dipendenti per garantire percorsi di qualità».

Nel dettaglio fornito dal riepilogo dell'avviso 03/09, scaduto il 19 febbraio, emerge con chiarezza il fabbisogno formativo degli studi e dei lavoratori nell'area economica amministrativa che rappresentano la stragrande maggioranza della domanda formativa. Se, infatti, il bando aveva messo a disposizione dell'area economica amministrativa 400 mila euro, la richiesta di interventi ha superato quota 1,7 milioni. In quest'area sono stati ben 66 i piani formativi ammessi. Ancor più rilevante il dato che riguarda le aziende: su 1,5 milioni di euro previsti dall'avviso, la domanda di contributi ha sfiorato la soglia dei 5,4 milioni di euro con 169 piani ammessi al bando. «C'è un grosso fermento nell'area economica amministrativa e in quella delle aziende», sottolinea Magi. «E qui sta la sfida di Fondoprofessioni: modificare l'assetto formativo che punta alla valutazione delle competenze».

L'ente per la formazione continua che fa capo a Confprofessioni, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, UilTuCs-Uil ha risposto prontamente al Piano formazione 2010 lanciato dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, lo scorso 17 febbraio, che sposta il baricentro dell'offerta formativa da un sistema rendicontativo a uno per competenze, sicuramente più efficace per «favorire l'occupabilità delle persone, rendendole più competitive sul mercato», aggiunge Magi, «e da questo punto di vista la formazione diventa politica attiva nei processi di trasformazione del mercato del lavoro».

A partire dall'avviso 03/09 Fondoprofessioni ha definito nuove scelte strategiche per lo sviluppo di un'offerta formativa di qualità, attraverso la sottoscrizione di protocolli d'intesa tra le parti e l'avvio di importanti sperimentazioni con università e regioni. Su questa linea, il Fondo ha cominciato a fornire ai propri interlocutori una programmazione dell'utilizzo delle risorse di tipo periodico e cadenzato, al fine di consentire a tutti gli attori istituzionali, partner di Fondoprofessioni, la realizzazione di sinergie progettuali e l'esplorazione di nuovi percorsi e opportunità nel campo della formazione per gli studi professionali. Uno sforzo reso possibile dal processo di de-burocratizzazione in atto nelle procedure dei bandi e nella stessa struttura decisionale dei piani formativi. Fondoprofessioni si è dotato infatti di efficaci strumenti di monitoraggio e di valutazione delle attività, per garantire efficacia di intervento, trasparenza di gestione ed efficienza delle azioni formative svolte. «Abbiamo ridotto al minimo tutta la documentazione amministrativa da presentare», conferma Magi, «sfruttando al massimo la leva dell'autocertificazione. E anche sul fronte della rendicontazione, pur accentuando il massimo rigore, abbiamo introdotto un meccanismo contabile che riduce al minimo la carta. Grazie alla collaborazione con istituti di credito di primaria importanza abbiamo studiato un percorso che, attraverso un conto corrente bancario, accelera l'erogazione delle risorse e garantisce la tracciabilità contabile della transazione».

Il sistema di erogazione del contributo messo a punto da Fondoprofessioni, fa leva sui nuovi sistemi di «home banking» che consistono nell'aprire un conto corrente per ogni piano formativo approvato e depositarvi l'equivalente del 90% del contributo, tutto questo previa garanzia fideiussoria presentata dal soggetto attuatore. Quest'ultimo, con delega del Fondo, è l'unico autorizzato a effettuare operazioni sullo stesso conto corrente bancario e può disporre pagamenti solo a fronte dell'erogazione delle attività formative relative al progetto stesso.

Il soggetto attuatore potrà in questo modo pagare tutti i fornitori coinvolti nella realizzazione del piano formativo e avere, contemporaneamente, una rendicontazione in tempo reale delle operazioni svolte. In pratica, l'ente attuatore, oltre a non dover sostenere il costo iniziale della fideiussione perché rimborsata dal Fondo, non dovrà neanche affrontare alcun costo di gestione del conto stesso, mentre potrà accedere sin da subito al 90% delle risorse destinate senza dover anticipare alcunché e senza attendere la chiusura delle attività formative, i tempi di rendicontazione e la conseguente verifica dei costi sostenuti.

Parallelamente, anche la modalità di valutazione dei piani formativi è stata aggiornata. Una commissione di valutazione unica, composta da 12 commissari selezionati e di comprovata esperienza nel settore, sarà lo strumento interno di cui il Fondo si avvarrà per l'approvazione dei piani/progetti formativi presentati. L'attribuzione dei punteggi, quantitativi e qualitativi, sarà in centesimi e non più in millesimi e il punteggio minimo da ottenere, perché un piano sia approvato, sarà 60 e non più 500. I nuovi criteri individuati vogliono premiare i percorsi di formazione orientati allo sviluppo di competenze, dai quali si evinca una reale lacuna da colmare in ambito professionale. Non è avvenuta dunque una semplice trasposizione dei punti da un sistema all'altro, ma un piccolo cambio di direzione verso maggior rigore e qualità: oggi per ottenere il punteggio minimo sono richiesti maggiori requisiti. Tra questi, molto importanti sono gli elementi della valutazione quantitativa che tendono a premiare la storia e l'esperienza dell'ente formativo accreditato nella sua attività promozionale, gestionale e rendicontativa e la sua esperienza maturata nel campo della formazione continua e nell'area di riferimento in cui presenta il piano. Tutto ciò viene reso possibile grazie a un sistema di accreditamento che tende a valorizzare le buone prassi degli enti attuatori, considerati partner principali nella crescita e nello sviluppo di Fondoprofessioni. «Semplificazione amministrativa e sistemi di valutazione più snelli ci hanno permesso di sburocratizzare i processi», conclude Magi, «e di raggiungere gli obiettivi di qualità che si siamo proposti». L'uscita delle graduatorie dei piani approvati sarà per metà aprile.

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