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Affitti in nero, a Roma scatta la tolleranza zero

del 25/09/2013
di: Simona D'Alessio
Affitti in nero, a Roma scatta la tolleranza zero
Altolà agli affitti in nero nel Lazio. Decine di blitz, compiuti soprattutto fra gli universitari fuori sede, hanno permesso di scoprire un'evasione fiscale pari a 11 milioni di euro tra Roma e provincia. Al fine di contrastare questo fenomeno Guardia di finanza, amministrazione regionale, Campidoglio, atenei della Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre, e Laziodisu (l'ente per il diritto allo studio) hanno siglato un'alleanza per smascherare i cittadini disonesti che non pagano le imposte e per fornire, a chi segue un corso di laurea lontano da casa, un vademecum da destinare almeno a 50 mila matricole ricco di consigli per cogliere al volo agevolazioni, benefici, opportunità spesso poco conosciute per accaparrarsi un alloggio. I risultati del patto sono già importanti, perché condivisione e incrocio di decine di banche dati (usando, tra l'altro, la documentazione sull'allaccio di luce e gas, sulla raccolta dei rifiuti e sul pagamento dell'Imu) hanno consentito di selezionare finora centinaia di situazioni non conformi alla norma. A seguito di 847 controlli svolti, si è appreso che soltanto il 35% degli studenti aveva stipulato un regolare contratto, il 20% non aveva alcun atto che certificasse la locazione, il 35% affermava di essere stato ospitato da terzi e il 10% di essere in possesso di un'abitazione. Nel corso di una conferenza nella sede del comando provinciale della Gdf è stato reso noto che le richieste di affitto, in media, vanno da 350 a 550 euro al mese per un posto letto, talvolta in camere doppie o triple, e con pochi metri quadri a disposizione. Dalle rilevazioni effettuate, sia in città, sia nell'hinterland capitolino, affiora un panorama desolante, in cui chi cerca di conseguire un titolo diventa l'anello debole e l'obiettivo più appetibile di un mercato ingordo, caotico e senza regole. Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, annuncia perciò di aver dato mandato di inserire nel bilancio di previsione del comune «alcune decine di migliaia di euro per costituire un fondo per aiutare chi vuole avviare le procedure di segnalazione di circostanze anomale perché», ha spiegato il sindaco, «spesso si ha timore di denunciare per paura di incorrere in spese ulteriori».

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