Consulenza o Preventivo Gratuito

Pmi con oltre 95 dipendenti, benefici ko

del 21/09/2013
di: La Redazione
Pmi con oltre 95 dipendenti, benefici ko
La piccola media impresa di servizi non ha diritto alle agevolazioni fiscali quando occupa più di novantacinque dipendenti. Infatti, il requisito dimensionale di duecentocinquanta unità riguarda aziende che svolgono attività in altri settori. È quanto stabilito dalla Suprema corte di cassazione che, con la sentenza n. 21546 del 20 settembre 2013, ha respinto il ricorso di una società di Salerno. Quanto alle imprese fornitrici di servizi, la sezione tributaria di «Piazza Cavour» precisa che, esistono degli stringenti limiti dimensionali. Il dm 27.10.1997 ha infatti stabilito (in un articolo unico) che «ai fini della concessione ed erogazione delle agevolazioni fiscali di cui alla legge n. 488/1992 la nuova disciplina comunitaria in materia di aiuti di stato alle piccole e medie imprese, così come recepita nel decreto ministeriale del 18 settembre 1997 di cui alle premesse, ha effetto per le domande presentate a decorrere dall'anno 1997». Non solo: Per le imprese fornitrici di servizi si applicano precisi i limiti: è definita piccola e media l'impresa di servizi quella che ha meno di 95 dipendenti e ha un fatturato annuo non superiore a 15 milioni di Ecu, oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 10,1 milioni di Ecu ed è in possesso del requisito di indipendenza, come definito all'art. 1, comma 4, del citato decreto ministeriale del 18 settembre 1997. È il caso di una spa di Salerno che aveva chiesto e ottenuto gli incentivi all'occupazione per la piccola e media impresa. Nella società erano stati impiegati poco più di 95 dipendenti. Per questo l'amministrazione finanziaria aveva notificato un recupero delle maggiori imposte negando il diritto al beneficio fiscale. L'impresa l'ha impugnata di fronte alla ctp campana ma senza successo. Quindi ha presentato appello alla ctr che, però, lo ha integralmente respinto. Ora la Suprema corte di cassazione ha reso definitivo il verdetto. Anche la procura generale del Palazzaccio, nell'udienza tenutasi al quarto piano lo scorso 19 giugno, ha sollecitato il collegio decidente nel senso di confermare il verdetto di merito e cioè che l'azienda, in quanto di servizi, non ha diritto ai benefici.
vota