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Cessione del leasing, deducibili i canoni

del 21/09/2013
di: Fabrizio G. Poggiani
Cessione del leasing, deducibili i canoni
Nel caso di cessione del contratto di leasing, per la determinazione della sopravvenienza attiva, i canoni non dedotti durante la vita contrattuale, in aggiunta al prezzo di riscatto, devono essere portati in abbattimento dell'imponibile dall'impresa utilizzatrice. La Fondazione accademia romana di ragioneria «Giorgio Di Giuliomaria» è intervenuta, con la nota operativa n. 10/2013, sulle novità intervenute con il dl n. 16/2012, in tema di deducibilità dei canoni leasing. Con l'art. 4-bis, comma 1, lett. b), dl 16/2012, infatti, è stato modificato l'art. 102, del dpr 917/86 (Tuir) con l'eliminazione della condizione della durata minima del contratto ai fini della deducibilità fiscale dei canoni di locazione finanziaria. La modifica, di fatto, sgancia la deducibilità fiscale dalla durata contrattuale, tenendo conto della durata minima fiscale (coefficienti ministeriali), di cui al citato art. 102 del Tuir. In caso di esercizio del diritto di riscatto del bene al termine del contratto, per l'Agenzia delle entrate (circ. n. 17/E/2013) le quote dei canoni non ancora dedotte e riprese a tassazione devono essere dedotte in via extra contabile al termine del contratto per l'ammontare pari al canone fiscalmente deducibile, eseguendo una variazione in diminuzione in sede di redazione della dichiarazione dei redditi e con deduzione delle quote di ammortamento sulla base del valore di riscatto. In alternativa si sarebbe potuta rendere possibile l'imputazione delle quote residue del canone, indicate nel conto economico, a incremento del valore di riscatto (capitalizzazione), deducendo maggiori valori a titolo di ammortamento. Nel caso di mancato esercizio del riscatto del bene, per le Entrate l'impresa utilizzatrice deve continuare a dedurre in sede dichiarativa le quote dei canoni non dedotte fiscalmente, mentre l'Agenzia avrebbe potuto consentire il riconoscimento fiscale dei canoni non dedotti. Resta comunque fermo l'assoggettamento della quota interessi alla regola prescritta dalle disposizioni contenute nell'art. 96 del Tuir. Con un esempio pratico e riprendendo le precisazioni fornite dall'Agenzia delle entrate con il documento di prassi richiamato, gli autori confermano che, in caso di cessione del contratto, dalla sopravvenienza attiva imponibile, di cui al comma 5, dell'art. 88 del Tuir, possono essere dedotti i canoni non ancora dedotti e il prezzo di riscatto. Se il corrispettivo pattuito per la cessione del contratto ammonta a euro 85 mila e i canoni non dedotti ammontano a euro 30 mila e il prezzo di riscatto è di euro 10 mila, la sopravvenienza da tassare sarà pari a 45 mila euro (85.000 – 30.000 – 10.000 = 45.000). Con riferimento al trattamento tributario degli interessi impliciti nei canoni di locazione finanziaria, stante quanto indicato nel comma 7, dell'art. 102 del Tuir, per le Entrate l'ammontare, ai fini delle imposte dirette, deve essere calcolato ripartendo «in modo lineare» l'ammontare complessivo dei medesimi interessi come desunti dal contratto per la durata del leasing, facendo riferimento alla durata fiscale, mentre ai fini dell'imposta regionale (Irap) si deve far riferimento alla durata contrattuale e non fiscale. Conclude la disamina, la parte relativa al trattamento della quota capitale riferita all'area, in presenza di una locazione finanziaria di immobili; sul punto, l'Agenzia delle entrate (circ. n. 17/E/2013) ha confermato l'irrilevanza tributaria delle quote di ammortamento dei terreni, con l'utilizzo delle percentuali del 20 o del 30% (circ. n. 1/E/2007), utilizzando la quota capitale di competenza con riguardo alla durata fiscale del leasing. Con riferimento all'Irap, invece, la determinazione della quota di capitale attribuibile al terreno su cui sorge l'immobile acquisito in locazione finanziaria deve essere determinata con riferimento alla durata contrattuale e non fiscale.

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